Polizia su navi, Tonelli (SAP): "Parola di un criminale vale più della nostra, figurarsi di una Ong"

10 maggio 2017 ore 12:05, Americo Mascarucci
"Sabato scorso è arrivata a Catania una nave con 498 migranti soccorsi ed il cadavere di un giovane ucciso a freddo su un barcone da un trafficante perché non si era tolto il cappello - ha denunciato il Pm di Catania Zuccaro in audizione alla Commissione Antimafia  - Se sulla nave della Ong che ha fatto l'intervento vi fossero state unità della nostra polizia giudiziaria avremmo già preso i trafficanti e li avremmo già nelle nostre galere". Secondo il procuratore di Catania dunque la Polizia deve salire su quelle navi. Cosa ne pensa il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli? 

Zuccaro, in audizione all'Antimafia, ha precisato che "l'obiettivo delle indagini non sono le Ong ma i trafficanti ed alcune recenti modalità del traffico li stanno favorendo". E ha chiesto la Polizia giudiziaria sulla navi. Cosa ne pensate? 

"Ho qualche perplessità, non vorremmo diventare il capro espiatorio di questa situazione; se ci fossero regole certe ne potremmo anche parlare, ma lavoreremmo in casa di altri e saremmo visti in maniera negativa da certi soggetti. Non so fino a che punto sarebbe opportuno. Forse questo tipo di attività andrebbe lasciato a quelli che sono gli ambiti istituzionali. Occorrerebbe dare regole alle Ong, stabilire cosa devono fare. Tracciare il percorso delle loro navi del resto è facilissimo, quando in determinate acque vengono prese le persone si sa cosa andrebbe fatto. Il rischio poi è quello di andare incontro a problemi di scarso organico. Ogni giorno finiamo sotto processo, se il sistema ci sostenesse se ne potrebbe anche discutere, ma purtroppo non è così. Il problema diventeremmo noi".
Polizia su navi, Tonelli (SAP): 'Parola di un criminale vale più della nostra, figurarsi di una Ong'

Quindi far salire la polizia giudiziaria a bordo delle navi non è una soluzione idonea?

"Se l'Italia fosse un Paese normale lo sarebbe pure, ma l'Italia non lo è. Non riusciamo neanche ad avere delle telecamere per poter certificare ogni nostro respiro e poterci poi difendere dalle accuse false che ci vengono rivolte negli interventi di Polizia. La parola di un criminale vale più di quella di un pubblico ufficiale, figuriamoci la parola di una Ong. Se io avessi detto che una Ong maltratta e cattura i clandestini sarei già stato condannato, mentre tutti impunemente possono dire che la Polizia tortura le persone". 

Per il Procuratore di Trapani, il problema non sono le Ong ma alcuni membri delle Ong. Ha senso affermare questo?

"Ha senso però "fino a mezzogiorno". Ha senso perché in effetti ci sono iniziative di singoli che esprimono in maniera radicale ed oltranzista il proprio ruolo. Siamo tutti uomini. Le Ong dovrebbero darsi da fare a controllare quello che avviene al proprio interno, dovrebbero certificare ciò che fanno. Se non lo fanno allora davvero sostenere questo ha senso solo fino a mezzogiorno".    

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