Alessandra Mussolini e il giallo dello scherzo sul cognome al Comune di Roma

10 maggio 2017 ore 17:10, Americo Mascarucci
Tutti sanno quanto l'onorevole Alessandra Mussolini sia orgogliosa del cognome che porta e di come non se ne vergogni affatto. Sicuramente ne è consapevole anche l'autore dello scherzo del quale sembra rimasta vittima la parlamentare di Forza Italia. Uno scherzo ben congegnato visto che ha provocato le ire della deputata che non ci ha pensato su due volte a montare il caso politico. Del resto chi non l'avrebbe fatto al suo posto?
Alessandra Mussolini e il giallo dello scherzo sul cognome al Comune di Roma

IL CASO - L'onorevole Mussolini sul suo profilo Facebook ha denunciato: "Questo pomeriggio un funzionario del Comune di Roma ha contattato telefonicamente un membro della mia famiglia comunicando che è in funzione un servizio del Comune per far cambiare rapidamente e facilmente il cognome se ritenuto imbarazzante o che crei disagio in Massolini o Messolini. La Raggi (o Reggi o Ruggi) riceverà a breve notizie dai nostri legali".
Inevitabili i commenti al post e qualcuno ha provato ad ipotizzare che potesse essersi trattato anche di uno scherzo. Ipotesi però che sul principio non è sembrata convincere la parlamentare che ha risposto: "Ho il nome e cognome dell'impiegato che mi ha chiamato".

LA NOTA DEL CAMPIDOGLIO - A confermare però lo scherzo una nota diramata dal Comune di Roma che smentisce tassativamente telefonate partite dai suoi uffici con lo scopo denunciato dalla Mussolini. "In relazione a quanto riferito dall'On. Mussolini, il Campidoglio rende noto che non eroga ai suoi cittadini alcun servizio volto a suggerire la modifica del cognome. Né allo sportello, né telefonicamente. Probabilmente l'On. Mussolini è stata vittima di uno scherzo telefonico di cattivo gusto".
Ad avvalorare ancora di più l'ipotesi dello scherzo il fatto che, sebbene esista effettivamente la possibilità per i cittadini di cambiare il proprio cognome, ciò può avvenire solo ed unicamente dietro richiesta dell'interessato e non può essere sollecitato dal Comune. Inoltre la richiesta deve essere inoltrata alla Prefettura cui compete l'iter della modifica che viene poi in seguito comunicata agli uffici comunali. La Mussolini però sembra volerci vedere chiaro. Tutto dipenderà dal nome del presunto funzionario autore della telefonata. Potrebbe essere un nome di fantasia o magari di un effettivo dipendente comunale che però altri potrebbero aver utilizzato per rendere lo scherzo ancora più credibile. Del resto basta andare su internet per scoprire nomi di responsabili di uffici pubblici e relativi numeri di telefono. Se l'intento dell'autore era quello di scatenare una polemica con relativo tormentone social, bisogna riconoscere di essere riuscito a cogliere perfettamente nel segno". 



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