Cucchi, medici e "condotta omissiva" per la Cassazione. Qual è la causa della morte?

10 marzo 2016 ore 15:55, Andrea Barcariol
Il mistero della morte di Stefano Cucchi si infittisce sempre di più. La Cassazione, in 57 pagine di motivazioni, ha spiegato perché il 15 dicembre ha annullato l'assoluzione di cinque medici dell'ospedale Pertini dove era stato ricoverato il geometra deceduto dopo una settimana disponendo un appello-bis per omicidio colposo. Erano stati invece definitivamente assolti invece tre agenti di polizia penitenziaria, il medico che per primo visitò Cucchi e i tre infermieri finiti sotto procedimento. La Suprema Corte scrive che il ricorso della Procura di Roma, relativamente alla posizione dei medici, coglie nel segno dove denuncia "l'insufficienza del percorso motivazionale seguito dalla corte territoriale, in termini di carenza di adeguata motivazione su un punto decisivo ai fini dell'indagine sulla responsabilità degli imputati, rappresentato dall'individuazione della causa naturale della morte di Cucchi e ciò basta a giustificare una pronuncia di annullamento con rinvio, indipendentemente dall'ulteriore problema riguardante la responsabilità dei singoli medici tratti a giudizio". Non solo. La Cassazione rileva che le 'mancanze di certezze' sulla "causa materiale della morte" del geometra romano "desunta dal giudice di secondo grado dalla circostanza che le quattro diverse ipotesi avanzate al riguardo da parte dei periti di ufficio (morte per sindrome di inanizione), dai consulenti del pm (morte per insufficienza cardio circolatoria acuta per brachicardia), delle parti civili (morte per esiti di vescica neurologica) e degli imputati (morte cardiaca improvvisa), tutti esperti di chiara fama, non hanno fornito una spiegazione esaustiva e convincente del decesso di Stefano Cucchi". Da qui la legittimità dei "vizi motivazionali" denunciati dal pm.

"In tema di responsabilità professionale del sanitario - scrivono nella sentenza i giudici - nella ricostruzione del nesso eziologico tra la condotta omissiva del sanitario e l'evento lesivo non si può prescindere dall'individuazione di tutti gli elementi concernenti la 'causa' dell'evento (morte o lesioni del paziente) giacché solo conoscendo in tutti i suoi aspetti fattuali e scientifici il momento iniziale e la successiva evoluzione della malattia è poi possibile analizzare la condotta omissiva colposa addebitata al sanitario". Nel caso in esame, "l'esatta individuazione della 'causa materiale' della morte di Cucchi, cioè della patologia che ne ha determinato il decesso - si legge ancora nella sentenza depositata oggi - rappresenta pertanto il necessario antecedente su cui innestare l'indagine sul nesso di causalità giuridica".
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