Google vince a Go contro il campione del mondo: ma l'uomo serve ancora?

10 marzo 2016 ore 15:19, Americo Mascarucci
L'intelligenza artificiale sconfigge quella umana?
Appare sempre più evidente come i cervelli elettronici funzionino di più e meglio di quelli umani, e se questo può far felici i programmatori apre però seri interrogativi.
L'uomo finirà con l'essere totalmente dipendente dalle macchine? Smetterà di ragionare con la propria testa per legarsi mani, piedi e cervello ai sistemi informatici? L'intelligenza umana sarà prerogativa esclusiva dei tecnici chiamati ad elaborare nuovi sistemi e strategie per sviluppare l'intelligenza artificiale? 
Intanto si è appreso che AlphaGo, un programma sviluppato da DeepMind (una sussidiaria di Google), è riuscito a sconfiggere Lee Se-dol, uno dei più grandi campioni nella storia del gioco strategico Go, nella prima sfida di una serie di cinque.
Il 33enne sudcoreano vanta nel suo curriculum ben 18 tornei internazionali vinti sin da quando è diventato professionista, circa 20 anni fa. 

Google vince a Go contro il campione del mondo: ma l'uomo serve ancora?
Go è un gioco da tavolo nato in Cina oltre 2500 anni fa e molto diffuso in Asia orientale. Giocato da più di 40 milioni di persone in tutto il mondo, ha regole semplici: i giocatori, a turno, devono posizionare le pietre bianche o nere su un tavolo, cercando di catturare pietre dell'avversario o dominare gli spazi vuoti per conquistare il territorio. Ma la semplicità delle regole nasconde un gioco di profonda complessità: le possibili posizioni sono superiori al numero di atomi dell'universo. Questa complessità è ciò che rende Go molto difficile da giocare per un computer e quindi una sfida irresistibile per l'intelligenza artificiale. I ricercatori utilizzano i giochi come terreno di prova per inventare algoritmi flessibili in grado di risolvere i problemi, a volte in modo simile a quello degli esseri umani. 
Il team di sviluppatori di AlphaGo è più che soddisfatto dei risultati ottenuti, come riporta il blog di DeepMind. "Siamo entusiasti di aver vinto una delle grandi sfide dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l'aspetto più significativo per noi è che AlphaGo non è solo un sistema esperto costruito con regole artigianali; utilizza invece tecniche generali di apprendimento automatico per capire da sé come vincere a Go. I giochi sono la piattaforma perfetta per sviluppare e testare gli algoritmi dell’intelligenza artificiale in modo rapido ed efficiente".
E qui torna la domanda iniziale. L'uomo serve ancora? Oppure non resterà che rassegnarsi all'idea di diventare tutti robot telecomandati dai computer?

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