Il cubo di Rubik non è comunitario, Corte Ue boccia il marchio

10 novembre 2016 ore 14:00, Luca Lippi
Sembra quasi un dispetto della Ue alla Gran Bretagna dopo il Brexit, in realtà non c’è nessuna traccia di ‘azione punitiva’. L’oggetto della contesa è il famoso cubo di Rubik, ma partiamo dall’analisi della questione per comprendere meglio la decisone del Euipo che è l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.
Il fatto
La Seven Towns è la società britannica che gestisce i diritti di proprietà intellettuale relativi al ‘cubo di Rubik’, nel 1999 ha chiesto e ottenuto che l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) registrasse quale marchio comunitario tridimensionale, la forma del suo gadget rompicapo. 
Nel 2006, una società tedesca produttrice di giocattoli, la Simba Toys, ha chiesto la nullità del marchio tridimensionale.
La questione non è proprio il marchio, quanto il fatto che il cubo di Rubik, essendo un dispositivo meccanico a soluzione tecnica, doveva essere tutelato non come marchio ma come brevetto della sua capacità di rotazione.
La nullità del marchio non è stata concessa, e la Simba ha optato per le vie legali rivolgendosi al Tribunale e presentando ricorso verso la decisione dell’Euipo. Nonostante la tenacia della società tedesca il tribunale non si è fatto scrupoli a rigettare il ricorso.
A questo punto chiunque avrebbe mollato la presa, ma non i tedeschi, e nello specifico non la società Simba, ma gli stessi funzionari del Tribunale. 
Cambio di decisione senza richiesta
Contrariamente a quanto affermato dal Tribunale, per iniziativa dell’avvocato generale Maciej Szpunar la Corte constata che, il Tribunale avrebbe dovuto prendere in considerazione anche elementi non visibili nella rappresentazione grafica di tale forma, quali la capacità di rotazione degli elementi individuali di un puzzle tridimensionale del tipo ‘cubo di Rubik’. 
In questo contesto, il Tribunale avrebbe dovuto definire la funzione tecnica del prodotto interessato e tenerne conto nel suo esame. 
In conclusione
Facile, la Corte ha annullato la sentenza del Tribunale e la decisione dell’Euipo che confermano la registrazione della forma controversa come marchio dell’Unione. Tuttavia, l’Euipo dovrà adottare una nuova decisione tenendo conto di quanto dichiarato dalla Corte nella sentenza emessa oggi. 
La sentenza di oggi significa ‘partenza e via’ alla produzione dei puzzle tridimensionale. Il marchio Ue resta a protezione dell’originalità differenziandolo dalle imitazioni, ma questo non impedirà a chiunque di costruire e commercializzare il ‘Cubo di Rubik’, purché il produttore concorrente della Seven Towns britannica gli attribuisca un altro nome e funzioni simili. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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