Rosatellum Bis, il giorno della verità: una verifica thriller per Gentiloni e Renzi

10 ottobre 2017 ore 14:43, intelligo
Dopo quasi cinque anni di schermaglie l’infinita melina sulla legge elettorale potrebbe finire. Per il Rosatellum Bis siamo davvero alla stretta finale o al giorno della verità che dir si voglia. L’accordo almeno sulla carta tra Pd, Area Popolare, Forza Italia e Lega è stato raggiunto. Tra il dire e il fare ci sono però le tante micro partite che si giocano dentro questo partiti e gli interessi particolari dei singoli parlamentari. Il Rosatellum Bis, infatti, assegna un potere forte alle segreterie. Questo significa che chi fiuta l’aria e percepisce il timore di non essere messo in lista in posizione utile è tentato di votare contro, favorito dal voto segreto consentito alla Camera sulle  modifiche alle leggi elettorali. L’alternativa, spiegano molti parlamentari a taccuini chiusi, è affossare il Rosatellum Bis è andare a votare con la legge attuale che offre maggiori speranze per chi è pronto a giocarsela con le preferenze.
Rosatellum Bis, il giorno della verità: una verifica thriller per Gentiloni e Renzi

Queste turbolenze non lasciano affatto sereno il governo e il Partito Democratico. È così per evitare sorprese (o almeno ridurre la possibilità di imboscate) Ettore Rosato, capogruppo Dem alla Camera, ha consumato un primo passo verso il voto di fiducia. "Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che è opportuna la fiducia", la sua comunicazione. 
Di certo oggi alle 15 la legge elettorale, riveduta e corretta, torna nell'aula di Montecitorio, a quattro mesi dall'incidente sull'emendamento di Micaela Biancofiore sul voto in Trentino. Una proposta che fece subito esplodere  l'accordo tra Pd-Fi-Lega e M5S sul cosiddetto modello "Tedesco”. Oggi gli emendamenti saranno circa duecento (tra questi quello di Fratelli d’Italia per l’introduzione di un premio  di maggioranza per chi raggiunge il 40% che potrebbe raccogliere consensi importanti). Un numero non esorbitante, ma per accelerare i tempi questi emendamenti  potrebbero essere accorpati o depotenziati attraverso il cosiddetto “canguro” ovvero quelle proposte di modifica “killer”, in grado di sfoltire in un colpo solo gruppi di emendamenti simili.
Come si comporteranno i partiti al momento della fiducia? Forza Italia e Lega non risponderanno alla chiama facendo così scendere il quorum. Una sorta di astensione concordata. M5S e Mdp invece saliranno sulle barricate. Per i grillini “se il governo dovesse porre la fiducia sul Rosatellum sarebbe un atto eversivo contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini. Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all'opposizione, ma che fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini". Attacco alla democrazia, insomma, e richieste di intervento avanzate a Sergio Mattarella.
Forza Italia e Lega, invece, parteciperanno al voto finale in cui è presumibile che si proceda con il voto segreto. Sulla carta i quattro partiti, a cui si aggiungono Svp, Des-Cd, Ci, Ala-Sc e Direzione Italia che sostengono il testo, non hanno problemi di numeri: i voti favorevoli sono 444 su 630. Sia dentro il Pd che dentro Forza Italia, però, si annidano malumori diffusi, probabilmente accentuati dal ricorso alla fiducia. Il regolamento della Camera prevede che sui meccanismi che traducono i voti in seggi, si possa chiedere il voto segreto: servono 20 deputati e Alfredo D'Attorre ha già detto che Mdp procederà in tal senso. Una scelta che trasformerà il voto decisivo in una verifica thriller per la maggioranza e per l’ultimo miglio della legislatura.

#Rosatellum #LeggeElettorale #Fiducia
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