Il fondo di salvataggi dell'area euro di Schaeuble prevede un'unica strada

10 ottobre 2017 ore 15:37, Luca Lippi
Il ministro delle Finanze tedesco uscente non ha perso l'occasione di dettare le sue linee per un'Europa più controllata da chi contribuisce maggiormente al sistema: guarda caso la Germania. Il Mes in fase di trasformazione addirittura, potrebbe assumere gli stessi poteri del Fmi, almeno questo sarebbe nei desiderata di Schaeuble e anche di Macron, che per lui è fondamentale ai fini del traguardo prefissato. Tuttavia ci sono diversi ‘se’ e troppi ‘ma’. L’esito delle elezioni in Germania, che hanno notevolmente indebolito la Merkel, sommato alla debacle di Macron al Senato e quindi mettendo in serio pericolo il percorso delle riforme che ha in mente il neo presidente francese.  I motivi sono tanti, in estrema sintesi proviamo a sviluppare l’argomento facendo chiarezza.

COS’È IL MES E COS’È IL FMI
Il Meccanismo europeo di stabilità (MES), detto anche Fondo salva-Stati, è stato istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011, nasce come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro (art. 3). Esso ha assunto però la veste di organizzazione intergovernativa (sul modello dell'FMI), a motivo della struttura fondata su un consiglio di governatori (formato da rappresentanti degli stati membri) e su un consiglio di amministrazione e del potere, attribuito dal trattato istitutivo, di imporre scelte di politica macroeconomica ai paesi aderenti al fondo-organizzazione.
Il fondo di salvataggi dell'area euro di Schaeuble prevede un'unica strada
Il Fondo monetario internazionale (International Monetary Fund) è un'organizzazione internazionale a carattere universale composta dai governi nazionali di 189 Paesi e insieme al gruppo della Banca Mondiale fa parte delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dal nome della località in cui si tenne la conferenza che ne sancì la creazione. L'Fmi è stato formalmente istituito il 27 dicembre 1945, quando i primi 44 stati firmarono l'accordo istitutivo e l'organizzazione nacque nel maggio del 1946. Attualmente gli Stati membri sono 189.
Come da statuto, il Fmi:
-promuove la cooperazione monetaria internazionale;
-facilita l'espansione e del commercio internazionale;
-promuove la stabilità e l'ordine dei rapporti di cambio evitando svalutazioni competitive;
-rende disponibili agli Stati membri, con adeguate garanzie, le risorse generali del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti;
-abbrevia la durata e riduce il grado di squilibrio delle bilance dei pagamenti degli Stati membri evitando che questi ultimi ricorrano a misure di svalutazione della propria economia.
In particolare l'FMI dovrebbe regolare la convivenza economica e favorire i paesi in via di sviluppo.

LA STRATEGIA DI SCHAEUBLE
Al principio, inteso come primo tentativo, il presidente dell'Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem, alla Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dichiarato: "Penso che avrebbe molto senso per il fondo di salvataggio della zona euro essere sviluppato in un Fondo monetario europeo nel medio-lungo termine". Avrebbe anche aggiunto che ciò significherebbe anche la fine della "troika" (la Commissione europea, Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale). 
In sostanza, il meccanismo europeo di stabilità (Mes) - il fondo di salvataggio della zona euro - dovrebbe essere trasformato in una versione europea del Fondo monetario internazionale Fmi. 
È utile ricordare che dietro la proposta di Dijsselbloem c'è il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che vorrebbe mani libere in Europa senza l’interferenza e l’influenza di potenze straniere e migliorare (o gestire meglio) le crisi in Europa.

OBIETTIVO
Significa che Schaeuble e la sua Germania in Europa ha da sempre elaborato piani e strategie per conquistare il primato nella Ue, quello economico è la chiave fondamentale per esercitare ogni forma di potere. Da sempre contraria al Qe di Mario Draghi, in realtà è risultata tra i principali beneficiari fino a questo momento, sia per l’export (euro debole) sia per il debito pubblico che a costo zero ha liberato risorse per gli investimenti.
L’unico reale svantaggio è stato il basso guadagno per le banche, tuttavia, le riserve e le speculazioni sui derivati in pancia alle banche tedesche, mai discussi in sede di Bce a differenza degli Npl italiani, hanno comunque sostenuto la vitalità delle banche tedesche. Calcolando che i derivati sono pericolosi quanto, e forse di più, di qualsiasi Pnl, in vista del pericolo incombente si è adottata la strategia degli allarmi sul Qe ma bonariamente soprasseduta a patto che il favore concesso a tutta l’Europa ora abbia un ritorno in termini economici.

CHE ESM DESIDERANO SCHAEUBLE E MACRON
Il fondo salva Stati, potrebbe essere usato dagli Stati sia per i periodi id congiuntura negativa, sia per intervenire su situazioni emergenziali (vedi catastrofi naturali). La condizione dovrà essere il rispetto delle regole di bilancio di tutti i paesi membri. Il non rispetto delle regole prevede la perdita di sovranità e il commissariamento.
Secondo l’analisi fatta dal Bild a ridosso della tornata elettorale tedesca, i soldi dei contribuenti tedeschi verrebbero messi a disposizione dei Paesi del Sud d’Europa (degli 80 miliardi del bilancio del Fondo, 22 sono versati da Berlino) in cambio (secondo il progetto di Schaeuble) l’Esm avrebbe una maggiore influenza nelle politiche di bilancio degli Stati. Stando alla prima bozza del piano, il fondo Esm andrebbe a prendere importanti poteri che ora spettano alla Commissione europea nella verifica dei conti pubblici e nelle sanzioni agli Stati che non rispettano le regole di bilancio.
Il progetto di Schaeuble va incontro alle richieste del presidente francese Emmanuel Macron in favore di un bilancio unico in Eurozona.
L’Esm acquisterebbe una valenza molto maggiore di quella attuale, scrivendo regole ferree per la gestione dei bilanci degli Stati, che nella mente di Schaeuble dovrebbe essere simile al controllo esercitato dalla Bce sulle banche. Quindi dovrebbe prevedere meccanismi di ristrutturazione del debito controllati dall’Europa e non più dagli Stati.

LA MERKEL HA DI FATTO PERSO
Tutto questo discoro, però, si scontra con una realtà poco dibattuta ma sicuramente determinante. L’equilibrio è mutato rispetto agli anni della crisi, la Merkel e il suo ministro delle finanze ha potuto ordinare con relativa facilità ai Paesi in crisi i “compiti a casa” ora sarà più complicato. Grecia, Spagna, Portogallo e Italia hanno sostenuto il sacrificio chiesto e superato il momento peggiore, quindi ora sarebbe incomprensibile una ulteriore stretta specialmente se a chiederlo fossero proprio i liberali, del tutto minoritari in Germania come in Europa. Ora bisogna vedere quale sarà, prima di tutto, l’impatto del cambio di interlocutore da parte della Germania (un liberale) sull’asse franco tedesco. Ricordiamo che la semi sconfitta della Merkel e la debacle al senato di Macron hanno di fatto smantellato gran parte delle colonne su cui reggeva l’asse. 

LA DEBOLEZZA DI MACRON
Ieri la proposta di Schaeuble avrebbe trovato un alleato solido e determinante, oggi le cose sono un po’ differenti. Le riforme di Parigi col nuovo Bundenstag sono irricevibili. Non è un caso che il francese Le Figaro abbia titolato “Le demi-succès de Merkel, l’échec de Macron”: la mezza vittoria della Merkel, la sconfitta di Macron.
Appena insediato Macron si doveva immediatamente dare corso alle riforme, e il tutto da sottoscrivere entro l’immediata rielezione (seppure zoppa) della Merkel. Qui si poteva ottenere la condivisione fiscale. Ogni mese che passa la riforma dell’eurozona è perduta definitivamente. 
La buona stella di Macron lo sta abbandonando, un fuoco di paglia (veloce come la nascita del partito che rappresenta Macron) è alla caduta libera quasi peggiore del crollo dei consensi subita da Hollande. La sostanziale sconfitta di “En Marche” alle elezioni per il rinnovo del Senato francese, complica drammaticamente il progetto di Emmanuel Macron di riformare la Costituzione francese. Potrebbe essere tentato di procedere appellandosi direttamente all’elettorato, ma la trappola è nota. 

IL RUOLO DELLA BCE
Il 26 ottobre la Bce sarà chiamata a dare indicazioni sul  programma di Qe, le pressioni politiche su Draghi saranno fortissime alla luce del nuovo parlamento tedesco. Su tutto grava il temutissimo rialzo dei tassi della Banche Centrali e la scadenza, ormai relativamente vicina, del mandato di Mario Draghi, che ha sinora iniettato liquidità nell’eurozona nonostante i forti mal di pancia tedeschi: le condizioni che hanno consentito all’eurozona di vivacchiare (2012-2017) verranno presto meno e la moneta unica, banale regime a cambi fissi, andrà incontro al giudizio finale senza che sia stata apportata nessuna di quelle riforme (Tesoro unico e Stati Uniti d’Europa) per cui era stata concepita.
In conclusione, Schaeuble avrebbe ordito il controllo dell’Europa senza condividerne i rischi. La Germania avrebbe voluto (o vuole ancora?) comprare la Ue alla stregua di un imprenditore che scala un’azienda per fagocitarla.
La forza della Germania sta dentro se stessa prima di tutto e poi nelle alleanze con piccoli nuovi Stati a basso debito che avallano le sue scelte in cambio di nuovi business, ma la vecchia Europa non può stare a guardare. Occorrono leader e controproposte per reagire e creare una vera Europa, se la forza non è sufficiente si potrebbe cavalcare il progetto di Schaeuble ma a una sola condizione possibile, unendo i bilanci.

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autore / Luca Lippi
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