Cyberspioni, non solo Renzi e Draghi: 2 fratelli arrestati e l'ombra massoneria

11 gennaio 2017 ore 8:21, Americo Mascarucci
Spiavano politici e figure istituzionali, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. 
Lo ha scoperto la Polizia che ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni avrebbe raccolto notizie riservate e dati sensibili. 
L'indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, ha portato all'arresto di due persone, un ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. 
L'indagine è coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma. 
Nelle mani dei due arrestati sarebbe stato scoperto un database contenente 18.327 username, di cui 1.793 corredati da password e catalogati in 122 categorie denominate 'Nick' che indicano la tipologia di target (politica, affari, etc...) oppure le iniziali di nomi e cognomi. 
Cyberspioni, non solo Renzi e Draghi: 2 fratelli arrestati e l'ombra massoneria

L'indagine è partita dalla segnalazione al Cnaipic dell'invio di una mail: indirizzata all'amministratore di rilievo di un' infrastruttura critica nazionale, conteneva il virus Eyepyramid. 
Seguendo quella traccia gli investigatori sono risaliti alla rete botnet che, sfruttando il malware, riusciva ad acquisire da remoto il controllo dei computer e dei sistemi informatici delle vittime. 
Fra queste ci sarebbero anche gli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Mario Monti ed il presidente della Bce Mario Draghi. 
Tra i portali oggetto dell'attività dei due anche quello della Banca d'Italia, della Camera e del Senato.
Anche due computer in uso ai collaboratori del cardinale Gianfranco Ravasi (dal 2007 presidente del Pontificio Consiglio della cultura, della Pontifica Commissione di archeologia sacra e del consiglio di coordinamento tra accademie pontificie) risulterebbero "compromessi". 
Nella lista degli spiati figurerebbero poi l'ex comandante generale della Gdf Saverio Capolupo e il banchiere Fabrizio Saccomanni. E ancora Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato e Mario Canzio, ex ragioniere generale dello Stato
Gli indizi raccolti in altre inchieste lasciano intendere che la vicenda di spionaggio scoperta dalla Polizia "non sia un'isolata iniziativa dei due fratelli ma che, al contrario, si collochi in un più ampio contesto dove più soggetti operano nel settore della politica e della finanza secondo le modalità".
E spunta l'ombra della massoneria?
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