Mafia Capitale... ma "semo romani, dàmose da fà" che c'è il Giubileo

11 giugno 2015, Americo Mascarucci
Mafia Capitale... ma 'semo romani, dàmose da fà' che c'è il Giubileo
Dimissioni sì, dimissioni no, questo il grande dilemma che sta interessando in questi giorni la giunta Marino finita nell’occhio del ciclone per l’inchiesta “Mafia Capitale”

Secondo le indagini degli inquirenti Salvatore Buzzi, il re delle coop sociali che gestivano l’emergenza nomadi nella Capitale e che insieme a Massimo Carminati sarebbe al vertice del presunto sistema mafioso messo in atto per accaparrarsi la realizzazione dei campi rom nella Capitale,  pare avesse libero accesso nella segreteria del sindaco Ignazio Marino ed una certa familiarità con la sua segretaria particolare. 

Al centro dei contatti fra Buzzi e il gabinetto del sindaco ci sarebbe in particolare secondo gli inquirenti il progetto della catena Leroy Merlin di aprire un centro commerciale nell’area de La Barbuta dove ha sede un campo rom abusivo, con la promessa di investire in cambio dell’autorizzazione dieci milioni per la riqualificazione dell’area a scopi sociali. Un sistema quello messo in piedi dal duo Buzzi-Carminati che andava oltre gli schieramenti politici in quella che è apparsa ai procuratori titolari delle indagini, un matrimonio di interessi messo in piedi da pezzi di estrema destra (Carminati per l’appunto proveniente dal mondo dell’eversione nera) e la sinistra delle coop (Buzzi e compagni). Marino dunque deve dimettersi? 

Il commissario straordinario del Pd romano Matteo Orfini nominato da Matteo Renzi proprio in seguito all’esplodere dello scandalo di “Roma Capitale” che ha decapitato il vertice del partito capitolino, ha fatto quadrato intorno al sindaco sostenendo che no, per nessuna ragione il primo cittadino deve assecondare le richieste dei 5Stelle che sono tornati con insistenza a chiedere lo scioglimento del Consiglio comunale per mafia. L’assessore alla Legalità del Campidoglio Alfonso Sabella, magistrato antimafia in aspettativa, avrebbe fatto intendere che in questo momento le dimissioni di Marino sarebbero di difficile applicazione dal momento che c’è il Giubileo alle porte da organizzare. Ma che c’entra il Giubileo se parliamo di mafia? 

E che c’entrano le Olimpiadi con vicende così gravi che giorno dopo giorno aprono scenari sempre più inquietanti? Se certi comportamenti, certe pratiche, certi modi di agire per conseguire i propri interessi configurano atteggiamenti tipicamente mafiosi come sembrerebbe emergere senza ombra di dubbio dal quadro accusatorio dipinto dagli inquirenti e ben riscontrabile nelle intercettazioni degli indagati, allora non ci sono giubilei o olimpiadi che tengano, tutti a casa e la parola torni agli elettori; altrimenti se questa non è mafia, allora significa forse che si è in presenza di una grande forzatura giudiziaria e giornalistica e che alla fine tutto si potrebbe risolvere in una bolla di sapone? 

Mezze misure non possono esistere e sorprende che qualcuno le stia utilizzando. Ancora di più oggi che sono emersi anche i contatti tutt’altro che sporadici fra Buzzi e i diretti collaboratori del sindaco. Insomma se legalità deve essere, deve essere a 360 gradi e non è possibile chiudere gli occhi o passare la pezza sopra a determinate situazioni adducendo come motivazione il fatto che la giunta deve affrontare delle emergenze, il Giubileo su tutte. 

Oltretutto da parte di un sindaco, Marino per l’appunto, che in passato, da europarlamentare ed esponente della minoranza Pd non ha mancato di criticare gli amministratori del partito coinvolti in vicende poco chiare. Ma la priorità di Orfini in questo momento, ma anche quella di Renzi, è di non far saltare per aria il Pd di Roma e del Lazio che assomiglia sembra di più ad una grande polveriera, ipotesi che diverrebbe concreta nel momento in cui Marino dovesse fare il tanto evocato passo indietro. 

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