Twitter, rubate 32 milioni di password? L'errore sfruttato dagli hacker

11 giugno 2016 ore 20:10, Adriano Scianca
Oltre 32 milioni di account Twitter, con relative password, sarebbero disponibili sul mercato per il miglior offerente? Non sono ancora chiari i contorni della vicenda, su cui ha fatto luce il sito LeakedSource, che poi ha però parzialmente ridimensionato il fenomeno. Qualcosa di vero sembra ci sia, comunque, anche se Twitter si è affrettato a spiegare che i suoi server sono sicuri. Non è da lì che ci sarebbe stata la fuga di dati sensibili. 

Twitter, rubate 32 milioni di password? L'errore sfruttato dagli hacker
"Abbiamo indagato sulla presunta disponibilità di account Twitter e relative password sul mercato nero del web e siamo certi che le informazioni non sono state ottenute da una violazione dei nostri server", ha scritto il sito di microblogging sul suo blog. Secondo le informazioni diffuse da LeakedSource, un hacker russo avrebbe messo in vendita online, per un totale di circa 6 mila dollari, oltre 32 milioni di account, anche di utenti italiani. Tali dati, sottolinea Twitter, possono essere stati ottenuti "dalla combinazione delle informazioni provenienti da altre recenti violazioni" o da virus che hanno infettato i pc degli utenti "rubando le password di tutti i siti visitati". Insomma, gli hacker avrebbero violato i computer degli utenti, non i server di Twitter. Il microblog ha preso misure per proteggere i suoi utenti: "Un certo numero di account" ha avuto bisogno di "protezione extra", scrive, "gli account le cui password sono state esposte sono stati bloccati e agli utenti è stato chiesto di reimpostare la parola chiave per accedervi". 

Sembra, comunque, che i dati trafugati siano molti meno di 32 milioni. In ogni caso, tutti gli esperti del settore raccomandano di differenziare le password: molti utenti hanno l'abitudine di utilizzare la stessa parola d'accesso per tutti i siti: social network, mail, servizi bancari etc. Una volta trovata una password, in questo modo, un hacker ha praticamente accesso a tutta la nostra vita privata.
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