I numeri dell'11 settembre, nulla è più come prima

11 settembre 2015, Luca Lippi
I numeri dell'11 settembre, nulla è più come prima
Undici: il giorno in cui abbiamo assistito a un evento epocale destinato a vergare pagine pesantissime di Storia.

Quattordici: gli anni passati da quel giorno maledetto.

Otto e quarantacinque: ora di New York tinta di rosso dai cieli del terrore.

Tremila (circa): le vittime dell’attentato, 246 sui quattro aeroplani, 2.603 a New York e 125 al Pentagono.

Da quel momento, le sorti del mondo cambiarono; gli Stati Uniti diventano ancora più duri nella gestione difensiva in politica internazionale. Le Borse inevitabilmente hanno subito ripercussioni piuttosto pesanti, qualcuno azzarda da quel giorno l’inizio della crisi economica che ancora pesa su tutto il mondo (suggestione).

In tutto il mondo cambiano le norme di sicurezza in materia di viaggi; soprattutto per le tratte aeree.

Oggi l’assetto politico internazionale è ancora instabile e incerto come all’epoca, e il timore di un altro attentato simile è sempre dietro l’angolo, sebbene l’allerta e l’attenzione per prevenirlo siano sempre altissime.

L’ultima vittima, poche settimane fa, è stata Marcy Borders, la giovane soprannominata “Lady Dust” perché fotografata ricoperta di cenere subito dopo il crollo di una delle torri del World Trade Center. È morta di tumore come molti altri sopravvissuti all’11 settembre.

Cia, sionisti, complotti, terroristi e terrorismi …, non ci interessano, oggi si ricordano le vittime ignare o innocenti, oggi si ricorda che l’ignavia e il disinteressarsi della politica è un grave difetto dell’animale sociale. 

L’immagine di “Lady Dust” è l’immagine e l’effetto del nichilismo imperante. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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