Di Maio contro "il 40% di criminali romeni in Italia": non opinioni ma dati

12 aprile 2017 ore 15:19, Americo Mascarucci
"L'Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall'Italia le nostre imprese e i nostri capitali". Parole e musica di Luigi di Maio vicepresidente della Camera e parlamentare del Movimento 5Stelle con un post su Facebook. Inevitabili le reazioni indignate da parte dell’ambasciatore di Romania in Italia e delle associazioni dei romeni residenti in Italia. Stando agli ultimi dati disponibili e risalenti al 2014, sono 1 milione 131mila i romeni residenti, pari al 22,6 per cento del totale degli stranieri. Quasi uno su quattro. Il bello è che a giudicare dai commenti si scopre che fra i romeni residenti in Italia tanti sono elettori proprio del M5S. E naturalmente anche loro indignati con quello che i mass media continuano a dipengere come possibile candidato premier del Movimento (Grillo e Casaleggio permettendo).
Di Maio contro 'il 40% di criminali romeni in Italia': non opinioni ma dati

LE FRASI CHOC
"Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese, i nostri capitali, l’Italia ha importato dalla Romania il 40 per cento dei loro criminali" ha scritto Di Maio su Facebook e naturalmente si sono innescate le polemiche. Va detto che le dichiarazioni del parlamentare hanno un precedente. Sabato scorso ad Ivrea, durante l’evento in onore dello scomparso co-fondatore dei 5Stelle Gianroberto Casaleggio, il procuratore di Messina Sebastiano Ardita ha evidenziato come quattro rumeni su 10 che hanno deciso di delinquere hanno scelto l'Italia a causa della debolezza del sistema penale. E a dirla tutta è anche ciò che pensano molti italiani. Ma Di Maio si sa è una figura istituzionale e a differenza di un normale cittadino non può certo pensare che le sue dichiarazioni passino inosservate. 

LA PROTESTA DELL'AMBASCIATA
L’ambasciatore romeno George Gabriel Bologan ha inviato una lettera al quotidiano La Stampa per replicare alle considerazioni di Di Maio: "È un messaggio che, al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà - denuncia l'ambasciatore -  Sosteneva John Austin che pronunciare una frase significa svolgere un’azione che può distruggere o edificare. E le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto. La comunità romena è ben integrata nel tessuto sociale italiano". L’ambasciatore non vuole entrare nel merito della polemica ma non gli sfugge che a parlare così di un partner Ue è il leader del primo partito d’Italia: "Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possano dare di più. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto".  

I DATI
Le considerazioni fatte ad Ivrea dal procuratore di Messina poi riprese da Di Maio con il post incriminato non dicono nulla di nuovo. Infatti basta fare una ricerca su internet per accorgersi di come lo stesso allarme sia stato lanciato più volte e ormai da anni. Nel maggio del 2005 infatti il quotidiano il Giornale riportando dati incrociati del Viminale e della Polizia romena denunciava: "I romeni in Italia violano la legge dieci volte di più che nel loro Paese. I 342.500 romeni residenti nel Belpaese hanno commesso 32.468 reati nei primi otto mesi del 2007. Numeri da record: circa un reato ogni dieci immigrati romeni. Nella loro nazione, su 21 milioni e 537mila residenti, vengono commessi invece solo 208mila reati, l'equivalente di uno ogni 103 cittadini". 
"Se si prendono in considerazione i reati specifici - denunciava il servizio - ecco che il 15,4% degli omicidi commessi dagli extracomunitari in Italia è opera di un romeno. Fatto curioso, in Romania gli omicidi volontari in un anno sono stati solo 453, contro i 1.423 in Italia. E se i romeni in Italia commettono il 16,2% delle violenze sessuali perpetrate da stranieri, nel loro Paese si arriva appena a quota 1013, contro le 4629 dell'Italia. E va anche ricordato che gli immigrati romeni in Italia sono responsabili del 19,3% degli scippi, del 29,8% dei furti d'auto, del 19,8% delle rapine in casa, del 15% delle estorsioni. Perché? Cosa trasforma i romeni quando varcano la frontiera? Secondo Cornel Toma, capo dell'ufficio milanese del quotidiano romeno Adevarul, il fatto che in Romania, a differenza che in Italia, c'è la certezza della pena. I primi a esserne a conoscenza sono gli stessi rom che entrano in Italia, senza nessun controllo dei flussi: sanno che una volta arrivati qui possono fare quello che vogliono e se ne approfittano"..
Ciò premesso è evidente come non tutti i romeni sono delinquenti e come non sia giusto associare tutti i romeni che vivono in Italia alla criminalità. E come ha evidenziato Cludiu Ioan Fronea, una delle tante romene che hanno risposto a Di Maio: "Lo Stato italiano non ha importato un bel niente e quest’affermazione è volutamente denigratoria e offensiva nei confronti dei tanti lavoratori romeni onesti stabilmente residenti. Il fatto semmai è la crisi della giustizia italiana che perdura da prima dell’entrata della Romania in Europa. Che vergogna". 
Insomma il sistema penale faceva acqua prima che arrivassero i romeni. E anche questa non è un'opinione.

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