Migranti, ordinanza antibivacco di Trieste bocciata dal Tar: "Non c'è emergenza"

12 dicembre 2016 ore 18:38, Americo Mascarucci
Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha giudicato illegittima l' 'ordinanza antibivacco' emessa dal sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, per contrastare l'accattonaggio e la consumazione di cibi e bevande all'aperto.
I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso di un richiedente asilo pakistano, Nawaz Shah, per l'annullamento della sanzione di alcune decine di euro per essere stato trovato a dormire all'aperto in città. 
L'ordinanza era stata emessa nei mesi scorsi ed era valida fino allo scorso 15 novembre, ma molte delle sue previsioni sono state riprese nella proposta di regolamento della Polizia Municipale presentata dalla Giunta comunale e ora all'esame del Consiglio Comunale. 
Migranti, ordinanza antibivacco di Trieste bocciata dal Tar: 'Non c'è emergenza'
Secondo il parere dei giudici amministrativi, l'amministrazione comunale può varare ordinanze solo per fronteggiare eventi e pericoli eccezionali ed emergenziali che minaccino l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana, che non possano essere affrontati in via ordinaria.
 

Se non ricorrono questi presupposti il Comune travalicherebbe i suoi poteri, cosa che sarebbe avvenuta in questa circostanza a detta del Tar.
Il Tar ha anche condannato il Ministero dell'Interno a pagare a Shaha le spese di giudizio, liquidate in mille euro. 
E' stato quindi riconosciuto valido l'impianto difensivo dei legali del pakistano a detta dei quali "sarebbero illegittime ordinanze che vanno a colpire soggetti in stato di bisogno e di totale indigenza. Soggetti che, invece di essere tutelati con politiche di prevenzione e tutela dei soggetti deboli, rischiano di essere ulteriormente sanzionati, in ragione della povertà che li costringe a sostare per strada. Lo stesso Ministero dell'Interno – continuano gli avvocati - ha evidenziato come nell'istruttoria precedente all'emanazione dell'ordinanza aveva indicato alcune criticità che non sono state recepite dall'Amministrazione Comunale".

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