Effetto Einstein: "nulla sarà come prima" dopo l'osservazione di onde gravitazionali

12 febbraio 2016 ore 15:25, Andrea De Angelis
Effetto Einstein: 'nulla sarà come prima' dopo l'osservazione di onde gravitazionali
Signori, qui si fa la storia. Ricordatevi questa data: 11 febbraio 2016. Mentre leggete queste righe che riportano quanto comunicato al mondo pochi minuti fa, siate consapevoli che lo stesso annuncio sarà studiato sui libri dai vostri figli e dalle future generazioni.
Le indiscrezioni si erano moltiplicate negli ultimi tempi, fino al comunicato stampa di due giorni fa che ormai lasciava dubbi solo ai più scettici. "A cento anni dalla previsione dell'esistenza delle onde gravitazionali formulata da Einstein, l'osservatorio per le onde gravitazionali EGO e la collaborazione VIRGO invitano la comunità scientifica e la stampa presso il sito di EGO a Cascina (Pisa) per fare il punto sullo stato della ricerca in questo campo. Un evento simultaneo organizzato dalla collaborazione scientifica LIGO avrà luogo a Washington DC, negli Usa".

Un evento che entra di diritto nella storia dell'uomo e che dimostra come la tecnica possa essere a servizio della scienza. La sua bontà dipende solo ed esclusivamente dall'uso che ha deciso, decide e deciderà di farne l'uomo. Lo stesso essere capace di scrivere pagine come quella odierna e di costruire poi la bomba atomica. 
Sono state dunque scoperte le onde gravitazionali previste da Einstein. Le ha rilevate lo strumento Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), in Usa, e i dati sono stati analizzati dalle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo. Quest'ultima fa capo allo European Gravitational Observatory (Ego) fondato e finanziato da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Consiglio nazionale delle ricerche francese (Cnrs). L'annuncio è stato dato oggi a Cascina (Pisa), dove si trova lo strumento Virgo. La scoperta, pubblicata online sulla rivista Physical Review Letters, in un articolo liberamente accessibile, e in altri 12 articoli sul sito ArXiv, è stata annunciata oggi contemporaneamente negli Stati Uniti e in Italia, a Cascina. 

"Si tratta della prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali" ed "apre un nuovo capitolo dell'astronomia", ha detto all'Ansa il coordinatore della collaborazione scientifica Virgo, Fulvio Ricci, presentando i dati.
Gli osservatori Ligo hanno registrato l’arrivo delle onde gravitazionali lo scorso 14 settembre con un interferenza durata solo 10 millesimi di secondo. "Abbiamo osservato il primo evento in assoluto nel quale una collisione non produce dati osservabili, se non attraverso le onde gravitazionali", ha detto il coordinatore della collaborazione Virgo, Fulvio Ricci. Tutto, ha aggiunto, "è durato una frazione di secondo, ma l'energia emessa è stata enorme, pari a tre masse solari". I due buchi neri formavano una 'coppia', ossia un sistema binario nel quale l'uno ruotava intorno all'altro. "Avevano una massa rispettivamente di trentasei e ventinove volte superiore a quella del Sole. Si sono avvicinati ad una velocità impressionante, vicina a quella della luce. Più si avvicinavano, più il segnale diventava ampio e frequente, come un sibilo acuto; quindi è avvenuta la collisione, un gigantesco scontro dal quale si è formato un unico buco nero. La sua massa è la somma di quelle dei due buchi neri, ad eccezione della quantità liberata sotto forma di onde gravitazionali". Ora tutti vi starete chiedendo la loro importanza. Come spiega Corriere.it, la scoperta dell’esistenza delle onde gravitazionali non è solo (l’ennesima) conferma sperimentale della validità della teoria di Einstein, ma rivoluziona e amplia il mondo della fisica e della ricerca cosmologica. Per esempio finora lo studio del cosmo è stato realizzato solo attraverso i segnali emessi da stelle e galassie nello spettro elettromagnetico (luce visibile, raggi X e gamma, infrarossi, ultravioletti, onde radio di varia lunghezza d’onda). L’esistenza delle onde gravitazionali apre un mondo nuovo: la possibilità di studiare l’universo (e i misteriosi buchi neri) in modo completamente differente. Oltre che "vederlo", saremo in grado anche di "sentirlo" nella sua essenza più fondamentale, lo spazio-tempo, due elementi che, secondo Einstein, sono una cosa sola. E capire come e perché l’universo non solo si espande, ma sta addirittura accelerando la sua velocità di ampliamento. E c’è chi ipotizza scenari che sfiorano la fantascienza: la verifica dell’esistenza di tunnel spazio-temporali nelle vicinanze dei buchi neri che potrebbero mettere in relazione parti distanti dell’universo o addirittura universi diversi dal nostro. 

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