Genitori uccisi con l'ascia, spuntano spinelli. Lo sfogo del padre di Manuel

12 gennaio 2017 ore 13:49, Americo Mascarucci
"Mio figlio è un buono, che ci crediate o no. Si è fatto lusingare dai soldi ed erano davvero tanti. I carabinieri li hanno trovati qui a casa, nascosti in un angolo. Un portafoglio gonfio di soldi".
A parlare è il padre di Manuel, uno dei killer che a Pontelangorino nel Ferrarese hanno barbaramente massacrato a colpi di ascia Salvatore Vincelli, 59 anni, e la moglie Nunzia Di Gianni, 45 anni, mentre stavano dormendo. 
Manuel sarebbe l’assassino materiale, colui cioè che con l’ascia si sarebbe scagliato senza pietà e con inaudita violenza contro i genitori dell’amico che, stando a quanto riferito agli inquirenti, gli avrebbe promesso in cambio 1000 euro a lavoro ultimato con 100 euro di anticipo.
Il ragazzo 17enne è in carcere e il padre ora teme che possa addirittura suicidarsi.
Un omicidio efferato, compiuto in piena consapevolezza secondo quanto accertato dagli inquirenti che hanno individuato il movente nelle continue liti delle vittime con il figlio per i brutti voti a scuola e per la vita disordinata che pare conducesse. 
Non avendo il coraggio di agire in prima persona il 16enne avrebbe chiesto aiuto all'amico che si sarebbe lasciato convincere dietro la promessa di denaro. 
Per il padre però resta un bravo ragazzo 
"Ho paura che si ammazzi. È un ragazzo buono, ma è un debole. Secondo me erano sconvolti da qualche sostanza. Erano drogati. In carcere era disperato. Mi ha chiesto un pacchetto di sigarette. Gli ho detto che io e sua mamma gli staremo sempre vicini, anche se quello che ha fatto è troppo grande, troppo", avrebbe riferito l’uomo parlando con i giornalisti.
Genitori uccisi con l'ascia, spuntano spinelli. Lo sfogo del padre di Manuel

Già, la droga: secondo quanto emerso, gli spinelli pare fossero una consuetudine per i due amici.  
Fra i loro coetanei c’è chi nega e chi conferma a metà con mille distinguo. 
Ma è certo dalle testimonianze raccolte in paese, che il figlio della coppia uccisa tornasse a casa molto tardi la notte, andasse a scuola controvoglia, spesso addormentandosi in classe.
Le liti con i genitori pare fossero all'ordine del giorno perché mamma e papà avevano la colpa di richiamarlo, sgridarlo, obbligarlo a proseguire gli studi per prendere almeno il diploma. 
Quei genitori erano diventati a suo dire assillanti al punto da far maturare in lui la volontà di toglierli di mezzo.
Erano diventato un ostacolo ai suoi progetti di libertà, alle sue pulsioni dell’io, alla libertà forse di farsi le canne, di bere, di andare a zonzo la notte, di non studiare, di gettare alle ortiche il proprio presente e il proprio futuro.
Quei genitori erano diventato un ostacolo al suo essere “spirito libero” contro tutto e contro tutti.
 E in una società ormai priva di valori, basta poco per pianificare un delitto e vincere la paura di uccidere: la promessa di 1000 euro e un anticipo di 100 euro sono sufficienti per mettersi a posto con la coscienza. 
Un portafoglio ricco di contanti oggi può valere molto più della vita di due esseri umani.

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