Italiani, popolo di "anarchici" dei farmaci: 1 su 3 non segue il medico

12 gennaio 2017 ore 16:45, Luca Lippi
Gli italiani vanno dal medico ma poi non seguono le prescrizioni. Secondo quanto segnalato dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda), e sui dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, solo uno su 3 segue le indicazioni del medico.
Con approssimazione, ma per far capire le proporzioni, in sostanza 33% dei pazienti segue puntualmente le prescrizioni del medico, un altro 33% rispetta le prescrizioni solo in parte e l’ultimo 33% non segue affatto le prescrizioni.
Per Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali e Salute del Comune di Milano, “fare prevenzione, insegnare corretti stili di vita, far conoscere i rischi legati a cattive abitudini e avvicinare il medico alle persone che per paura, disattenzione o mancanza di tempo non vanno a fare alcun tipo di controllo è il modo più efficace per spingere chi ancora non lo fa a prendersi seriamente cura della propria salute”.
Per questo e altri motivi, con l’obiettivo di promuovere un consumo più corretto dei medicinali si è organizzato il ‘Winter Village’, il campo-base della salute e della prevenzione che sarà allestito a Milano dal 18 al 22 gennaio nell’aria antistante via Mario Pagano. L’iniziativa, illustrata a Palazzo Marino, sede del Comune, è promossa da Onda grazie al contributo incondizionato di Medici Generici.

Italiani, popolo di 'anarchici' dei farmaci: 1 su 3 non segue il medico

Per 5 giorni, dalle 10 alle 19, presso il campo-base i cittadini potranno sottoporsi a check-up gratuiti con specialisti in cardiologia, diabetologia, medicina generale, ipertensione, oftalmologia, psichiatria, urologia e igiene dentale. Ci saranno inoltre 4 spazi tematici dedicati a salute e prevenzione: ‘Mangia sano e bevi responsabile’, l’area food dove lo chef Matteo Scibilia preparerà cibi salutari spiegando l’importanza di una corretta alimentazione; ‘Coltiva la tua salute’, su prevenzione e continuità delle cure; ‘Esplora il tuo corpo’, dove vivere un’esperienza digitale per conoscere i rischi legati agli stili di vita; ‘Area conferenze’ per approfondire.
Cosa spinge gli italiani al ‘fai-da-te’ con i farmaci? 
Secondo quanto rilevato da Onda, tra le cause principali la scarsa motivazione, un’informazione inadeguata, l’insorgenza di disturbi imputati talvolta arbitrariamente al trattamento, schemi terapeutici troppo complessi e difficilmente gestibili nella quotidianità, la sostituzione di un farmaco generico con un altro equivalente. Proprio su quest’ultimo aspetto, l’Osservatrio ha condotto un’indagine da cui risulta che per 3 donne su 4 la sostituzione di un generico con un altro equivalente rappresenta un problema, che in un quinto dei casi (19%) si traduce in una minore aderenza alla terapia: errori di assunzione, sospensione o interruzione.
Secondo Onda non si deve puntare il dito solo sulla negligenza dei pazienti. La scarsa aderenza coinvolge l’intero sistema socio-sanitario” e “la strategia di miglioramento dovrebbe partire da una migliore comunicazione, da un dialogo costruttivo medico-paziente e dalla semplificazione della terapia. Il Manifesto per l’aderenza alla terapia farmacologica sul territorio italiano, presentato in Senato lo scorso anno mira a coinvolgere tutti gli interlocutori, medici di medicina generale, specialisti, infermieri, farmacisti, caregiver e pazienti per avviare un processo di valorizzazione della relazione terapeutica fondata su 2 cardini, il dialogo e la continuità assistenziale. Un obiettivo prioritario, considerati i vantaggi di un corretto uso dei farmaci sul fronte della salute e dell’ottimizzazione delle risorse, individuali e collettive”.

autore / Luca Lippi
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