Sta meglio bimbo bolognese colto da meningite di sierotipo Y

12 luglio 2017 ore 9:22, Luca Lippi
Caso di meningite riscontrato a un bambino bolognese in un centro estivo a Castel del Rio. È una meningite meningococcica di sierotipo Y. Il dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl di Imola ne ha ricevuto comunicazione nella serata di ieri nonostante il ricovero del bimbo è stato registrato sabato scorso. A fare la diagnosi è stato il Laboratorio di Microbiologia del Policlinico Sant'Orsola.
La struttura che ospitato il gruppo di bambini tra cui il bambino colpito da meningite, ha prontamente provveduto a segnalare che il piccolo "sta meglio e ha già contattato gli amici del campus e i suoi educatori".
Sta meglio bimbo bolognese colto da meningite di sierotipo Y
Con l’intento rassicurare la comunità, la struttura ricettiva di cui sopra ha organizzato con la partecipazione del Comune, un incontro pubblico dove sarà presente un rappresentante del Comune di Castel Del Rio e della Ausl di Imola. Nell’incontro prevista la partecipazione del direttore dell'unità operativa di Igiene Pubblica dell’Ausl di Imola, dottor Gabriele Peroni.
Il dottore Gabriele Peroni, direttore della UOC di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola, ha dichiarato: Crediamo che parlare direttamente con le persone sia il miglior modo di informarle e tranquillizzarle, per cui ben volentieri abbiamo accettato questo incontro propostoci dall’Amministrazione comunale di Castel del Rio. Ci preme comunque ribadire che il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto, ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo, quindi la semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale, solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto, infetto nei 10 giorni precedenti all’esordio dei sintomi. Il periodo di incubazione del meningococco è infatti compreso tra 2 e 10 giorni. Ricordo anche che questo germe è normalmente presente nelle prime vie aeree di circa il 5-10% della popolazione e solo raramente provoca la malattia. Inoltre si tratta di un batterio molto sensibile all’azione dell’aria, della luce, a tutti i disinfettanti ed alle normali misure di pulizia: nell’ambiente esterno e quindi, al di fuori delle persone che lo ospitano, viene rapidamente distrutto”.
È stata prontamente avviata la profilassi, somministrata già sabato scorso solo ai contatti stretti, mentre a coloro che hanno frequentato contemporaneamente la struttura ricreativa, ma senza aver avuto contatti con il gruppo di ragazzi bolognesi se non in via del tutto occasionale e all’aperto, è solo stato richiesto di segnalare al medico curante eventuali sintomi sospetti che potessero presentarsi entro la settimana in corso.

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autore / Luca Lippi
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