Parto in coma, dopo 5 anni di calvario s'è spenta con "eleganza e coraggio"

12 luglio 2017 ore 18:05, Luca Lippi
Muore Simona Tirendi, la donna veneta di 34 anni che nel 2013 aveva partorito un bambino al sesto mese di gravidanza dopo essere entrata in coma.  Dopo un lunghissimo calvario durato cinque anni, infatti, è morta giovedì scorso all'ospedale di Cittadella, in provincia di Padova, dove era ricoverata. “Ha combattuto con coraggio vendendo cara la pelle e perdendo la sua guerra con dignità”, sono le parole che Vincenzo Tirendi affida ai social per ricordare la sorella. 
Quattro anni e mezzo costellati di indicibili sofferenze tra crisi improvvise, ricoveri d'urgenza e cure a domicilio ventiquattr'ore su ventiquattro, con il marito Pablo ad assisterla ogni notte.
Il calvario di Simona: Simona Tirendi, che avrebbe compiuto 35 anni ad ottobre, era affetta da una rara forma di encefalopatia, una variante del morbo di Creutzfeldt-Jakob, quello tristemente noto come sindrome della mucca pazza. I primi sintomi risalgono al dicembre 2012. Nel frattempo si scopre che Simona è incinta del secondogenito. Quando finisce in coma è al secondo mese di gravidanza. Durante il lungo ricovero in Neurologia il feto inizia a dare segni di sofferenza in seguito a un'insufficienza placentare. I medici della Clinica Gineocologica e Ostetrica decidono che è meglio procedere con il parto cesareo per far nascere il bimbo. Francesco - il papà ha voluto chiamarlo come il Pontefice considerando la sua nascita quasi un miracolo - pesa ottocentocinquanta grammi. È venuto alla luce alla ventiquattresima settimana di gestazione ma il suo cuoricino resiste solo sette giorni. Il piccolo non riesce a superare una crisi respiratoria, provocata da un'insufficienza polmonare. Simona non ha mai potuto vederlo.

Il fratello Vincenzo la ricorda così sui social: "Si troverà sicuramente già nelle mani di Dio dopo quasi 5 anni di martirio che ha sofferto lasciando Yanira di anni 6 e un marito che fino all'ultimo respiro e come tra l'altro tutto il periodo della sua degenza gli è stato accanto" ha scritto il fratello, aggiungendo: "Voglio dire a mia sorella  che mi prenderò cura dei suoi, quando hai smesso di respirare hai portato via un pezzo della mia vita che avrei dato in cambio della tua". Conclude Vincenzo: "Simona si è spenta con eleganza e coraggio, la guerra che ha combattuto per 5 anni l’ha persa con dignità fino alla fine. Se sarà confermata la presunta malattia e cioè che il nemico portava il nome di Creutzfeldt-Jakob, allora ha sconfitto il nemico perché sarebbe la prima volta forse al mondo che un soggetto ha venduto cara la pelle, sfidando il suo nemico per diverse battaglie e vincendole tutte per circa 5 anni , quando i tempi previsti che portano alla morte statisticamente sono dai 6 mesi ai due anni".

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autore / Luca Lippi
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