Svezia, capo polizia chiede aiuto: "Paese fuori controllo" per gang e migranti

12 luglio 2017 ore 18:45, Luca Lippi
Il capo della polizia svedese chiede aiuto ai cittadini perché il paese è ormai fuori controllo. L’appello è stato diffuso dal numero di Tempi in edicola. Molti agenti hanno lasciato il lavoro, e tanti altri sperano di cambiarlo al più presto. L'insicurezza tra la popolazione e le forze dell'ordine aumenta di giorno in giorno, ma il Governo svedese rassicura che la situazione nel Paese è sotto controllo.
Dan Eliasson, capo della polizia, in tv spiega e racconta la situazione di emergenza. 200 gang gestiscono molte zone del Paese, la polizia, e perfino le ambulanze, hanno dificcoltà ad accedervi. Le aree vietate sono ormai 61, di queste 23, situate nelle periferie delle principali città, sono considerate molto rischiose e così la polizia si è ritirata, sono stati perfino chiusi alcuni commissariati. A confermare ciò è il capo dei servizi segreti che con le sue affermazioni aggrava ulteriormente il quadro della situazione, i presunti #terroristi presenti sul territorio nazionale sarebbero passati in pochi anni da centinaia a migliaia e si registra il pericolo che i foreign fighter, ritornati dalla Siria, potrebbero colpire il Paese o causare attentati altrove.
Svezia, capo polizia chiede aiuto: 'Paese fuori controllo' per gang e migranti
La preoccupazione è avvertita tra la popolazione, e nonostante la polizia finora abbia taciuto, ora rompe il muro di omertà e racconta quello che sta accadendo. I populisti di Sd vorrebbero l'intervento dell'esercito nelle zone incontrollabili e impedire il ritorno dei terroristi dalla Siria. Le polemiche nascono anche in seguito alla trasmissione negli Stati Uniti di un documentario di Amy Horowitz in cui la polizia ammetteva la propria impotenza: "Negli inseguimenti non si riesce ad entrare nelle zone off limits dove c'è spaccio di droga e di armi e non è concesso parlare di estremismo altrimenti si viene accusati di razzismo".

L’opposizione in casa: per i ministri della cultura e degli esteri svedesi non ci sarebbe nessuna emergenza, nessun problema di integrazione. In Svezia "nulla succede e nulla succederà", gli attentati degli ultimi anni sarebbero solo frutto di frustrazione. 
Sulla stessa linea del capo della polizia la giornalista Annika Rothstein che fa notare come su una popolazione di 9 milioni di svedesi, 400mila siano musulmani. Molti arrivano da Paesi con una cultura, valori, idee sulle donne, uguaglianza completamente diversi da quelli svedesi, basti pensare alle violenze sessuali subite da donne svedesi ad opera di fondamentalisti, messe a tacere dalle istituzioni per evitare l'alimentarsi della propaganda populista.

Si legge nell’articolo di Tempi - I “populisti” di Sd (Sverigedemokraterna), schizzati al 18 per cento nei sondaggi, spingono per l’intervento dell’esercito a Malmö, e Adam Marttinen, responsabile giustizia del partito, spiega che occorre ridare pieni poteri alla polizia, revocare la nazionalità agli estremisti, impedire i programmi di accoglienza per i terroristi di ritorno dalla Siria ed espellere chi delinque. Tutto il contrario della ministra della Cultura e Democrazia, Alice Kuhnke, che alla TV di Stato accusò i comuni di non fare abbastanza per accogliere nuovamente chi era andato a combattere. La città di Lund che propose ai terroristi di ritorno una casa, dei sussidi e lavoro socialmente utile, pareva infatti un’eccezione, ma una recentissima inchiesta di Expressen ha svelato una realtà inquietante: decine di fanatici che avevano postato sui social loro foto con teste mozzate e nemici uccisi sono stati riaccolti in Svezia e vivono protetti con un nuovo nome concessogli dalle autorità. Delle preziose risorse da proteggere, pare. Pentiti? A leggere le interviste non sembra proprio. Per il governo però la situazione è “sotto controllo”, non c’è overdose di migranti e il terrorismo non colpisce la Svezia. No? E la strage di Stoccolma? L’imbarazzante sito internet che il governo usa per controbattere alle cosiddette “fake news populiste” spiega che si è trattato di «un sospetto attacco terroristico, ma i motivi non sono ancora chiari» - Insomma, come nella migliore delle tradizioni, pare proprio che la ‘percezione’ della situazione reale sia molto diversa da quella di chi dovrebbe governarla, in questo sì l’Europa è unita. 

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