Super-batteri, la nuova arma USA si chiama 6DNM-ammina

12 maggio 2017 ore 11:27, Micaela Del Monte
Negli ultimi anni siamo stati invasi da batteri in grado di resistere agli antibiotici diventando quindi molto pericolosi e difficili da debellare. La soluzione a questa "crisi" potrebbe essere arrivata sagli Stati Uniti dove un’equipe di ricercatori della University of Illinois ha annunciato di esser riuscita ad identificare un farmaco in grado di penetrare la membrana cellulare esterna dei batteri gram-negativi. 

Super-batteri, la nuova arma USA si chiama 6DNM-ammina
BATTERI GRAM-NEGATIVI - 
Tra i batteri gram-negativi oggi più temuti vi sono alcuni ceppi patogeni di Escherichia coli, ma anche Acinetobacter, Klebsiella e Pseudomonas aureginosa, sempre “più resistenti alla maggior parte degli antibiotici disponibili”. “Attualmente - ha voluto evidenziare il responsabile dello studio - quasi tutti i nuovi farmaci sono in grado di penetrare la parete cellulare batterica gram-negativi. Sul mercato esistono diverti antibiotici che funzionano egregiamente ma, l’ultima classe di questi medicinali, è stata introdotta nel 1968, ed ora i batteri stanno sviluppando la resistenza”.

LA SCOPERTA - Il team, guidato da Paul Hergenrother, professore di chimica nella suddetta facoltà statunitense, ha visto i risultati della propria ricerca pubblicati sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Nature. La scoperta risolve un problema che, per decenni, ha bloccato lo sviluppo di nuovi antibiotici efficaci contro tutti quei batteri diventati progressivamente più resistenti ai farmaci. Per riuscirci gli scienziati hanno modificato un vecchio farmaco utilizzato per contrastare i batteri gram-positivi. Le modifiche in questione hanno permesso al team di ottenere un antibiotico ad ampio spettro che potrebbe anche uccidere i batteri gram-negativi più resistenti.

NUOVI COMPOSTI - Il team ha prodotto più di 600 nuovi composti, utilizzando questo approccio. I ricercatori hanno testato questi composti singolarmente contro i batteri gram-negativi, alla ricerca di quelli in grado di penetrare con successo all’interno delle cellule. Tra i composti testati, quelli con le ammine - componenti molecolari che contengono azoto - hanno dimostrato maggior successo, ma la presenza di ammine non era l’unico tratto necessario per rompere le membrane esterne delle cellule dei batteri gram-negativi. “Avere un’ammina - ha evidenziato il responsabile dello studio - era necessario ma non sufficiente”. Il team, utilizzando un approccio computazionale, ha scoperto tre caratteristiche chiave che erano necessarie per l’accesso alle cellule dei batteri gram- negativi: per entrare, un composto deve avere un’ammina che non viene ostacolata da altri componenti molecolari; deve essere piuttosto rigido per non rimanere bloccato nel gateway porina e deve avere “bassa globularità” che, più semplicemente, significa che deve essere piatto.

NUOVA ARMA - Per verificare queste linee guida il gruppo statunitense ha aggiunto un gruppo amminico alla bleomicina, un composto creato nel 1960 da Kenneth Rinehart Jr., all’epoca professore di chimica presso la U I. I ricercatori hanno scelto questo composto, perché è un potente assassino di batteri gram-positivi e ha le altre caratteristiche desiderabili: la rigidità e bassa globularità. Con l’aggiunta di un’ammina al posto giusto sulla molecola, i ricercatori hanno convertito DNM in un antibiotico ad ampio spettro che hanno chiamato 6DNM-ammina. “Trovare composti che penetrano la membrana cellulare dei batteri gram-negativi - ha commentato Hergenrother - è importante, ma gli antibiotici devono uccidere i batteri. Precedenti ricerche suggeriscono che solo uno su 200 composti casuali che penetrano i batteri gram-negativi sono anche suscettibili di ucciderli”.
caricamento in corso...
caricamento in corso...