Spazio, Rosetta lancia il lander Philae: l’umanità entra nella storia

12 novembre 2014 ore 14:34, Giuseppe Tetto

Spazio, Rosetta lancia il lander Philae: l’umanità entra nella storia
Adesso è il caso di dirlo: signori, allacciate le cinture perché oggi si fa e si scopre la storia. E si perché se il viaggio della sonda Rosetta verso il nucleo di una cometa andrà (come tutti si augurano) a buon fine, potrebbe davvero aprire quel “Vaso di Pandora” che ancora oggi cela le origini del Sistema solare.

Da poco è arrivata la conferma da parte dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) che la sonda ha rilasciato il lander Philae, un veicolo dotato di molti strumenti di analisi, ora pronto per cominciare la prima discesa che dovrebbe concludersi intorno alle 17, grazie all’ausilio di due arpioni che serviranno ad ancorarsi alla superficie.

Arriva così l’ultimo tassello di un viaggio durato 10 anni con l’arrivo sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko che permetterà agli scienziati di ottenere dati che risaliranno fino a 4.600 milioni di anni fa, prima della nascita dei pianeti. Un viaggio per niente tranquillo e che sta ancora oggi, a poche ore dall’atterraggio, tenendo gli scienziati con il fiato sospeso: "Ci sono stati diversi problemi nelle attività di preparazione condotte durante la notte, ma abbiamo deciso di dare il “go” e Rosetta è pronta per la manovra di separazione", ha riferito il responsabile delle operazioni per l'Agenzia spaziale europea (Esa), Paolo Ferri. "Non sappiamo se funzionerà il motore a razzo che deve spingere Philae verso la superficie mentre l’arpione si conficca nel suolo ancorandola con sicurezza. Se non si attiva, Philae potrebbe rimbalzare e andare anche perduto".

Nella notte infatti c’è stato qualche dubbio, prima del via libera, dovuto forse dovuti a problemi al sistema di discesa. La grande distanza dalla Terra rende impossibile dare istruzioni immediate al veicolo, ragion per cui durante la discesa gli scienziati dovranno limitarsi ad osservare l'andamento delle cose, senza poter intervenire direttamente.

Ad ogni modo ci troviamo di fronte a un evento importantissimo per la storia dell’umanità, dove noi italiani possiamo dire di avere dato davvero un contributo importante. Molti degli strumenti a bordo sono gestiti dall'Agenzia spaziale italiana (Asi). In particolare il trapano che avrà il compito di perforare la cometa, l'Sd-2, ideato da Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano e costruito dalla Selex-Galileo che aspira materiali fino a 15 centimetri sotto la superficie e li porta in un mini laboratorio interno alla sonda. Inoltre Cesare Barbieri, professore emerito di Astronomia dell'Università di Padova, è responsabile italiano del sistema di telescopi Osiris montato su Philae che sarà presente oggi al centro di controllo dell'Esa a Darmstadt per seguire le operazioni, insieme anche un altro italiano, Marco Fulle, astrofisico dell'Inaf-Osservatorio astronomico di Trieste.

A noi terresti intanto spetta il compito di attendere e di incrociare le dita.

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