Nuova svolta anti-Obama di Trump: Usa via da Unesco "filo palestinese"

12 ottobre 2017 ore 16:30, Americo Mascarucci
Gli Usa fuori dall'Unesco. Nuova svolta anti-Obama da parte dell'amministrazione Trump. Il presidente Usa infatti ha deciso di riallacciare i rapporti con Israele che il suo predecessore aveva messo a rischio con la sua politica di vicinanza e attenzione al popolo palestinese e con le aperture nei confronti dell'Iran sulla questione del nucleare, vista come il fumo negli occhi a Tel Aviv.  E' apparso subito chiaro a tutti come la politica di Trump, in linea con la tradizione repubblicana, fosse quella di ricostruire il rapporto privilegiato e strategico con Israele nello scacchiere medio-orientale.
Nuova svolta anti-Obama di Trump: Usa via da Unesco 'filo palestinese'

VIA DALL'UNESCO
In quest'ottica va sicuramente letta e interpretata la decisione di Trump di far uscire gli Stati Uniti dall'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura. In verità già Obama negli anni precedenti aveva più volte criticato la politica filo-palestinese dell'Unesco giudicata da Israele "apertamente ostile" interrompendo i finanziamenti già nel 2011, ma continuando a mantenere un ufficio nel quartier generale dell'agenzia a Parigi, per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle decisioni.Una posizione a metà, giudicata da Trump ambigua come le tante assunte da Obama drante gli anni della sua presidenza e che, a detta dell'attuale inquilino della Casa Bianca, avrebbero isolato l'America fino a fargli perdere il sostegno di partner strategici, Israele su tutti. 

LE REAZIONI
La decisione netta di Trump è stata così motivata: "La decisione non è stata presa alla leggera - si legge in una nota del dipartimento di Stato - c'è la necessità di una fondamentale riforma dell'agenzia". Pur uscendo dall'Unesco, gli Stati Uniti intendono continuare a lavorare con l'agenzia in qualità di "osservatore non membro", in modo da fornire "il punto di vista e l'esperienza americana".
Rammaricata per la decisione americana il direttore dell'Unesco Irina Bokova che ha commentato: "Si tratta di una perdita per il multicultralismo. L'Unesco esprime profondo rammarico per l'uscita degli Stati Uniti". 
L'ultimo scontro fra Unesco e Israele si era avuto a luglio quando l'agenzia aveva riconosciuto come patrimonio dell'umanità la tomba dei patriarchi ad Hebron in Cisgiordania definendola "sito palestinese" contro appunto il governo di Tel Aviv che aveva parlato di fatto grave sul piano storico e morale. Ora la decisione degli Usa, chiaramente rivolta a denunciare sul piano internazionale la posizione di parzialità dell'Unesco nella questione israelo-palestinese non fa che rafforzare il governo Netanyahu. 
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