Sopravvivere 3 anni dal melanoma: mix di farmaci in aiuto alla chirurgia

12 settembre 2017 ore 9:05, Americo Mascarucci
La combinazione di due molecole immuno-oncologiche, nivolumab e ipilimumab, è efficace nel trattamento del carcinoma renale avanzato o metastatico (RCC) in pazienti non trattati precedentemente. Gli importanti risultati sono evidenziati nello studio di fase III CheckMate-214. La notizia giunge da Madrid, che ospita il congresso della Società europea di oncologia medica. L'Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli ha arruolato il maggior numero di pazienti in due importanti studi presentati al Congresso della Società europea di oncologia (ESMO) in corso a Madrid. E per la prima volta grazie alla combinazione di due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, il 58% dei pazienti è vivo a 3 anni, aprendo così la strada alla possibilità di cronicizzare la malattia in più della metà dei casi.
Sopravvivere 3 anni dal melanoma: mix di farmaci in aiuto alla chirurgia

LO STUDIO
"Il 58% dei pazienti trattati con la combinazione è vivo a tre anni, si tratta di un dato senza precedenti che rende concreta la possibilità di cronicizzare il melanoma. Inoltre a tre anni - spiega Paolo Ascierto, Presidente della Fondazione Melanoma e Direttore Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del Pascale - il 59% dei pazienti trattati con la combinazione era libero dalla necessità di ulteriori terapie". 
Presentato a Madrid anche lo studio CheckMate-238, appena pubblicato sul New England Journal of medicine, che dimostra che il trattamento precoce con l'immunoncologia può determinare benefici a lungo termine nei pazienti colpiti da questo tumore della pelle. 
"Il trattamento con nivolumab - rileva ancora Ascierto - ha evidenziato una riduzione del rischio di progressione della malattia del 35% rispetto a ipilimumab, la prima molecola immunoncologica approvata. Sono stati arruolati 906 pazienti, di cui 30 a Napoli: tutti con malattia avanzata. Si aprono quindi nuove prospettive nella terapia adiuvante del melanoma, cioè dopo l’intervento chirurgico proprio per ridurre il rischio di recidiva. I tassi di sopravvivenza libera da recidiva a 18 mesi nei gruppi trattati con nivolumab e ipilimumab erano rispettivamente pari al 66,4% e al 52,7%". Nel 2016 in Italia sono state registrate 13.800 nuove diagnosi di melanoma.

ALTRE NOVITA'
L'Istituto napoletano si è distinto anche per un altro lavoro presentato a Madrid, CheckMate-224020. Sono state coinvolte più di 200 persone colpite da diversi tipi di tumori solidi tra cui il melanoma. In questo caso, la combinazione di nivolumab con relatlimab, una nuova molecola immunoncologica inibitore del recettore LAG-3, spiega Ascierto, "ha permesso di ottenere una tasso di risposte complete pari all’11,35%. Rilevante il ruolo di LAG-3: i pazienti che esprimono questo recettore nel tessuto tumorale presentano risposte decisamente migliori. In particolare il tasso di risposte in questi malati è stato del 18%".

IL MELANOMA
Il melanoma è un tumore maligno che origina dal melanocita, cellula della cute che è preposta alla sintesi della melanina. Nelle donne il luogo più comune sono le gambe mentre negli uomini è la schiena. È particolarmente comune tra i caucasici soprattutto negli europei nord-occidentali che vivono in luoghi soleggiati. Vi sono tassi di questa malattia elevati in Oceania, Nord America, Europa, Sud Africa e America Latina Questo schema geografico è correlato alla causa primaria: l'esposizione alla luce ultravioletta in combinazione con la quantità di pigmentazione della pelle nella popolazione. I melanociti producono il pigmento scuro, la melanina, che è responsabile del colore della pelle. Il melanoma può insorgere in tutti i distretti corporei in cui sono normalmente presenti i melanociti, quindi la cute ovviamente, ma anche le mucose, le meningi e l'uvea. Ha una maggiore incidenza nel lato sinistro del corpo.
Il trattamento comprende la rimozione chirurgica del tumore. Se viene rilevato precocemente, quando è ancora piccolo e sottile, se è completamente rimosso allora la probabilità di cura è alta. La probabilità che il melanoma torni o si diffonda dipende da quanto profondamente ha invaso gli strati della cute. Per melanomi recidivanti o che si diffondono (metastasi) i trattamenti includono la chemioterapia la terapia con anticorpi monoclonali e/o la radioterapia. I tassi di sopravvivenza a cinque anni negli Stati Uniti sono in media del 91%.

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