"Finché c'è fiducia c'è governo": Gentiloni vuole durare

13 dicembre 2016 ore 13:50, Adriano Scianca
Parlare di governo balneare, visto il periodo, sarebbe stato comunque azzardato. Ma certo molti si aspettavano, dopo le dimissioni di Renzi, una soluzione transitoria. Magari un Renzi bis depotenziato, o un esecutivo istituzionale con a capo Grasso. O magari la via d'uscita tecnica, con Padoan. Si è parlato anche di un governo di coalizione, con dentro tutti. 

'Finché c'è fiducia c'è governo': Gentiloni vuole durare

Insomma, tante formule per esprimere un medesimo concetto: quello di un governo che affrontasse poche scadenze di natura internazionale, gestisse la formulazione della nuova legge elettorale da parte del Parlamento e poi accompagnasse il Paese verso le elezioni anticipate. Paolo Gentiloni ha tuttavia messo subito le carte in tavola e, nel suo primo discorso alla Camera, ha messo i puntini sulle “i”: il suo è un governo politico, dai pieni poteri, destinato a durare fino a che non verrà sfiduciato, oppure  fino a fine legislatura. “Lascio alla dialettica tra le forze politiche il dibattito sulla durata” perché, come dice la Costituzione, “un governo dura fin quando ha la fiducia del Parlamento”, ha detto il neopremier a Monecitorio. 

“A me – ha precisato – spetta oggi il compito di indicare le priorità di questo governo. La prima è la tutela delle zone terremotate”. Quindi un governo politico, a guida Pd, in diretta continuità con l'esperienza renziana. Le opposizioni protestano: dopo il No al referendum chiedevano un segnale netto di cambiamento. Ma non hanno fatto i conti con gli equilibri parlamentari. Di sicuro Gentiloni, pur nel basso profilo che ne caratterizza lo stile, ha deciso di dribblare la questione della durata. Anzi, di liquidarla: il nuovo premier, decisamente, vuole durare.
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