Naufragio Concordia 5 anni dopo: che fine hanno fatto Schettino e De Falco - VIDEO

13 gennaio 2017 ore 16:28, Americo Mascarucci
Cinque anni fa il dramma della Costa Concordia costato la vita di trentadue persone.
La sera del 13 gennaio 2012 alle 21:45 la nave, in navigazione da Civitavecchia a Savona per una crociera nel Mediterraneo con partenza da Civitavecchia e scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo, urtò il più piccolo degli scogli de Le Scole, situato a circa 500 metri dal porto dell'Isola del Giglio, subendo uno squarcio di 70 metri nello scafo.
A seguito del danno, Costa Concordia sbandò progressivamente sul lato di dritta (ovvero di destra), sino a sommergersi abbattendosi sul lato dritto e restando in larga parte emergente. Mentre 4200 persone furono tratte in salvo (in prevalenza mediante le lance di salvataggio, e alcune centinaia, rimaste bloccate a bordo dopo il rovesciamento, mediante motovedette ed elicotteri), vi furono 32 morti, dei quali 30 corpi furono recuperati tra il momento del naufragio e la fine del marzo 2012, mentre i resti degli ultimi 2 dispersi furono rinvenuti rispettivamente nell'ottobre 2013, solo dopo le operazioni di raddrizzamento per la rimozione della nave, e il 3 novembre 2014, durante le operazioni di smantellamento della nave nel porto di Genova.
E’ rimasta nella mente di tutti la telefonata di fuoco fra l’ex comandante della Guardia Costiera Gregorio de Falco che coordinò le operazioni di soccorso e il Capitano della Concordia Francesco Schettino culminata con quel “vada a bordo cazzo” rivolto al Capitano che aveva abbandonato la nave.
Naufragio Concordia 5 anni dopo: che fine hanno fatto Schettino e De Falco - VIDEO

Oggi De Falco, trasferito al comando logistico della Marina militare a Nisida rivela a Il Fatto Quotidiano di non essere pentito della telefonata e dei tono duri utilizzati contro Schettino. 
"A me che ero coordinatore dei soccorsi - spiega De Falco - serviva qualcuno che si assumesse la responsabilità: la responsabilità significa fare delle scelte. Serviva qualcuno che ci definisse la situazione per capire che decisioni dovevo prendere e su chi potevo contare. Quando ho parlato in quel modo, il comandante della nave era ancora in tempo per riprendere in mano la situazione e aiutarci nei soccorsi. Lo avesse fatto, per come conosco l’Italia e gli italiani, gli avrebbero steso i tappeti rossi, anche dopo quel comportamento"
Invece Schettino è in attesa del verdetto finale della Cassazione dopo che in appello gli è stata inflitta una condanna a 16 anni. 
Naufragio Concordia 5 anni dopo: che fine hanno fatto Schettino e De Falco - VIDEO
I familiari delle vittime ritengono la pena troppo lieve e dello stesso avviso è anche la Procura Generale che ha chiesto per lui 27 anni di carcere.
La sentenza dovrebbe arrivare il prossimo 20 aprile. 
Nell'aprile del 2016 Intelligonews si era occupato di lui scoprendo che in attesa della sentenza definitiva il nostro si divideva fra incontri culturali e mondani e impegni politici in favore di candidati amici.




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