In California la marijuana vale in ogni senso, in Italia è boom della legale

13 giugno 2017 ore 16:07, Americo Mascarucci
E’ boom di vendite per  la marijuana legale, meglio conosciuta come EasyJoint che adesso è consentita anche in Italia. Questa sostanza grazie al suo basso contenuto di TCH rientra nei limiti concessi dalla legge e non indurrebbe quindi il consumatore alla dipendenza. E’ bastato che il prodotto facesse il suo ingresso ufficiale sui banchi dei negozi per far registrare il tutto esaurito. "Già dalle prime ore dopo il lancio- racconta a Repubblica Luca Marola, fra gli ideatori di Easy Joint - l'azienda che vende l'erba Eletta Campana - avevamo un ordine ogni 30 secondi. Siamo stati costretti a chiudere la vendita online. Ci sono state resse negli shop, con anche mille persone all'ora. In un negozio abbiamo dovuto mettere le transenne. Adesso è il momento di strutturarci".
In California la marijuana vale in ogni senso, in Italia è boom della legale

I NUMERI IN CALIFORNIA - Del resto non c’è da stupirsi se si pensa che la marijuana per uso ricreativo in California vale cinque miliardi di dollari secondo uno studio sponsorizzato dal governo e citato dal Los Angeles Times. L'analisi ha stimato che a novembre (mese in cui la legge è stata votata), le vendite annuali aggregate della marijuana per scopi medici erano state pari a due miliardi di dollari – il 25% di quelle totali – mentre il mercato illegale era ancora in grado di raccogliere 5,7 miliardi di dollari, circa il 75% del totale. La nuova regolamentazione californiana, che prevede l'uso ricreativo della cannabis, dovrebbe però ridurre le vendite legate al consumo medico dai 2 miliardi a 600 milioni di dollari, e di pari passo far aumentare la quantità di marijuana consumata legalmente senza bisogno della ricetta. Arrivando a questa ripartizione: uso ricreativo legale 61,5%, illegale 29,5 (ovvero acquistata non nei centri autorizzati dallo stato) e medico 9%.

IN ITALIA - "Da quando abbiamo presentato il prodotto alla Fiera di Bologna – spiega Marola - l'interesse è stato altissimo. Vogliamo ricordare che questa non è la marijuana per come la si intende di solito, ma è un'erba che ha bassissimo Thc e fino al 4% di cannabidiolo (CBD), ovvero il principio contenuto nella cannabis che non ha effetti psicoattivi, ma soltanto sedativi. Così, tra curiosi, appassionati, persone che volevano provare l'erba per problemi di ansia, insonnia, dolori mestruali e altro si è sparsa la voce e sono arrivati i primi ordini. Ad oggi già 85 negozi in tutta Italia la stanno vendendo e le richieste sono così elevate che abbiamo dovuto costituire una società, assumere dei dipendenti e bloccare la vendita online perché non riuscivamo a gestirla". 
Il prodotto può essere legalmente venduto, per ora, solo nei grow shop, negozi specializzati nel materiale legato al mondo cannabis.
"In meno di un mese - chiosa Marola - abbiamo ricevuto 25mila mail e avuto 285mila iterazioni sui social. Scambi di opinioni, critiche, persone che si informano sugli effetti (tra i quali miorilassanti, antipsicotici, tranquillanti, antiepilettici, antiossidanti ed antinfiammatori, ndr). Vogliono sapere come viene coltivato il prodotto (senza fertilizzanti) e come ottenerlo. E la cosa curiosa è che non si tratta affatto di ragazzini in cerca di sballo, anche perché non lo dà, ma di una comunità di persone che ha trovato uno spazio dove poter confrontarsi, con clienti che il più delle volte sono over 35".

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