Brexit, pressioni dalla Ue a Ryanair: a rischio voli e cittadinanza

13 luglio 2017 ore 15:58, Luca Lippi
Pubblicato il testo del 'Repeal Bill', il disegno di legge che abrogherà la legge approvata nel 1972 per l'ingresso del Regno Unito nell'allora Comunità europea, cancellando così il primato delle leggi europee su quelle britanniche. Il ministro per la Brexit, David Davis, si è detto pronto a "lavorare con chiunque" per garantire l'approvazione della legge, ma le opposizioni hanno già annunciato battaglia. La battaglia annunciata dalle opposizioni non è altro che un metodo trasversale per negoziare concessioni in cambio.
Tuttavia, per cronaca è bene riportare che il leader liberal democratico Tim Farron ha affermato che l'iter della legge sarà "un inferno" per il governo, mentre anche i Laburisti dichiarano guerra al provvedimento, a meno che non ci siano modifiche significative al testo. Infine, anche lo Scottish National Party chiede "chiarezza" sui quali poteri ora affidati a Bruxelles verranno restituiti alle amministrazioni regionali.
I Conservatori della premier Theresa May fanno affidamento sulla fragile maggioranza costituita con i Democratici Unionisti nordirlandesi, dopo aver perso la propria maggioranza parlamentare nelle elezioni anticipate dell'8 giugno. Il calendario prevede che il dibattito a Westminster sulla legge non abbia inizio prima del prossimo autunno. L'approvazione dovrà avvenire prima dell'uscita del Regno Unito dalla Ue, prevista nel marzo 2019.
Brexit, pressioni dalla Ue a Ryanair: a rischio voli e cittadinanza
Intanto, Theresa May è apparentemente con le spalle al muro dopo l’indebolimento alle elezioni politiche della sua maggiornaza e contro un opinione pubblica non più così favorevole all’uscita dall’Unione Europea; l’Ue stessa che, annusata l’aria, non ha mancato di far sapere ai britannici che, se volessero rientrare, la porta è aperta. 
Sir Vince Cable, il leader dei liberaldemocratici inglesi, europeista, nel corso di un’intervista alla BBC ha dichiarato:Comincio a pensare che la Brexit non avverrà mai. Penso che i problemi siano così enormi, le divisioni all’interno dei due principali partiti siano così enormi, posso vedere uno scenario in cui la Brexit non avverrà”.
Nel frattempo il Parlamento Ue ha bocciato la proposta inglese sullo status dei cittadini Ue in Gran Bretagna nel post Brexit. I presidenti dei quattro principali gruppi politici dell’assemblea di Strasburgo (Guy Verhofstadt dell’Alde, Manfred Weber del Ppe, Gianni Pittella dell’S&D, Gabi Zimmer del Gue e Ska Keller dei Verdi) hanno sottoscritto un documento in cui è scritto che: “Il Parlamento europeo si riserverà il diritto di rigettare ogni tipo di accordo che tratti i cittadini Ue, indipendentemente dalla loro nazionalità, meno favorevolmente di quanto lo siano attualmente”.
Secondo il Parlamento Ue il piano adottato da Londra rischia di trasformarsi in una sorta di cittadinanza di “serie b” per quanto riguarda tutti coloro che prima del referendum erano cittadini comunitari in Gran Bretagna.
Barnier ha detto che indispensabile che il Regno Unito riconosca gli obblighi finanziari, soprattutto nel quadro dell'attuale" bilancio Ue. In sostanza la Ue vuole da parte della Gran Bretagna "il mantenimento dell'area comune di viaggio" tra Irlanda del Nord e Irlanda "definendo precisamente gli impegni" e anche il rispetto degli accordi del Venerdì Santo, ha precisato Barnier, sottolineando che "è una questione di fiducia" che la Gran Bretagna rispetti gli obblighi finanziari presi con l'Ue, perché altrimenti "come si può costruire una relazione sulla durata nel lungo termine con un Paese se non c'è la fiducia?".
Al traino si mette anche Ryanair, l'avvertimento era stato lanciato già dopo il referendum: con la Brexit, a meno di un accordo sul traffico aereo tra Gran Bretagna e Unione Europea, i voli Ryanair in partenza dagli aeroporti britannici avrebbero subito un drastico taglio. Aveva spiegato il patron Michael O' Leary: “La deadline è settembre-ottobre 2018. Cominceremo a cancellare i voli 6 mesi prima della Brexit effettiva”. Un concetto rinnovato nei giorni scorsi: “Per settembre 2018, quando l'elettore inglese medio comincerà a pensare a dove passare le vacanze del 2019, le due opzioni rimaste saranno guidare fino in Scozia o prendere il traghetto per l'Irlanda. La Brexit è uno dei maggiori suicidi della storia”. I voli saranno messi in vendita tra qualche mese, ma nessuno sa, per il momento, se gli aerei partiranno effettivamente. 
Attenzione, tutto rientra in un gioco delle parti, i toni sono volutamente eccessivi, quasi a sottolineare la reale portata delle minacce che, in un modo o in un altro, rimarranno solo minacce. Tuttavia Bruxelles ha bisogno di Londra e dei suoi emolumenti che venendo a mancare porterebbero un grande buco nelle finanze dell’Unione. La soluzione sarà una Brexit meno hard di quella prevista dalla May, probabilmente con un primo ministro diverso, più malleabile alle politiche mondialiste in gran voga in questo momento storico. In sostanza un cavalier servente in grado di raffreddare gli animi e rallentare le pratiche. Poi si vedrà! in ogni caso sarà una chiusura dove tutti vinceranno qualcosa. Una cosa è certa, anche il popolo inglese sta perdendo tanta della sua autonomia, qualcuno dica loro che di questi tempi è complicato tornare indietro. 

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autore / Luca Lippi
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