Charlie Gard, udienza dal giudice e dossier sulla terapia sperimentale

13 luglio 2017 ore 17:26, Americo Mascarucci
Ancora un rinvio dunque per il piccolo Charlie Gard. Il giudice Justice Francis infatti ha chiesto entro domani ai medici altri dati sul bambino dopo che in udienza si è verificato stamane un altro scontro con i genitori sull'ampiezza della calotta cranica del bimbo. I coniugi Gard infatti non hanno condiviso alcune valutazioni circa le effettive condizioni del piccolo nei suoi 11 mesi di via. Oggetto del contendere la possibilità di una nuova terapia da sperimentare che a questo punto, se concessa, scongiurerebbe l'ipotesi che al piccolo venga staccata la spina del respiratore artificiale che lo tiene in vita. Giuridicamente quella spina sarebbe già dovuta essere staccata dopo che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha ratificato la decisione dei giudici britanninci che ha accolto la richiesta dei medici che ritengono inutile tenere in vita il piccolo.
Charlie Gard, udienza dal giudice e dossier sulla terapia sperimentale

LO SCONTRO - In aula i genitori hanno contestato i dati forniti dai medici dell'ospedale infantile Great Ormond Street di Londra per ciò che riguarda i danni irreparabili al cervello del bambino e la misurazione della testa del piccolo: la colotta cranica per i medici non sarebbe cresciuta negli ultimi 3 mesi fatto questa che dimostrerebbe come non vi siano per il piccolo speranze di sopravvivenza: la mamma sostiene invece che la testina sarebbe cresciuta di 2 cm.
Da qui è nata la discussione con il giudice che ha chiesto all’ospedale Great Ormond Street Hospital di fornire i dati esatti sul bambino "entro il 14 luglio". Decisione che ha fatto infuriare i genitori che hanno abbandonato l'aula in segno di protesta. Perché alla fine la decisione viene comunque rimandata a quegli stessi medici che si stanno battendo da mesi per staccare la spina rifiutando proposte alternative. Il legale dei Gard ha invece evidenziato come la valutazione medico-scientifica andrebbe affidata a consulenti terzi non direttamente interessati alla vicenda. “Noi tutti vogliamo il meglio per Charlie –  ha dichiarato il giudice Nicholas Francis – Se ci sono nuove prove importanti che indicano che la mia decisione dovrebbe essere cambiata, allora la cambierò". Il problema è che le nuove prove dovrebbero portarle i medici che ritengono inutile qualsiasi possibilità di sopravvivenza di Charlie. 

LA TERAPIA - Come riporta il Fatto Quotidiano si apprende che la nuova terapia è basata sull’utilizzo di mattoni di base, precursori molecolari, per l’assemblaggio del Dna. Quel codice della vita che nei geni del piccolo Charlie presenta degli errori, responsabili del malfunzionamento delle centrali energetiche delle sue cellule, i cosiddetti mitocondri. L’obiettivo della terapia è tentare di ripristinarne la corretta funzionalità, fortemente compromessa nel bimbo, con conseguenze nello sviluppo cerebrale e muscolare. Questi precursori utilizzati a scopo terapeutico "se forniti in laboratorio a colture di cellule umane – scrivono i ricercatori del Bambino Gesù nella loro missiva – potrebbero essere in grado d’intensificare la duplicazione del Dna mitocondriale". Un risultato che, nei topolini di laboratorio trattati finora con questo protocollo, ha portato a benefici nelle cellule cerebrali. Ma che nell’uomo non è stato ancora mai sperimentato. 

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