Coniugi uccisi a Cagliari, figlio confessa. In casa coi cadaveri, alcol e chat

13 maggio 2016 ore 17:15, Americo Mascarucci
Sarebbe il figlio adottivo 28enne l’assassino dei coniugi Giuseppe Diana e Luciana Curgiolu, vittime dell'efferato duplice omicidio avvenuto a Settimo San Pietro in Sardegna fra domenica e lunedì. 
Sarebbe stato proprio il figlio a confessare l’omicidio dopo la fuga per le montagne del Sulcis, il conflitto a fuoco con polizia e carabinieri e una notte in ospedale.
Giuseppe Diana era uno chef in pensione e volontario della Protezione civile, la moglie era invece ostetrica nel più grande ospedale della Sardegna. Fino al 23 giugno del 2000, prima di tornare in Sardegna erano vissuti a Prato
Sarebbero stati uccisi a colpi di coltello e bastone. 
Il figlio si è dato alla fuga a tutta velocità sulla statale 293 a Nuxis, nel Sulcis fino a quando è stato raggiunto e bloccato da Polizia e Carabinieri. Sceso dall'auto si è puntato la pistola alla tempia minacciando il suicidio ma poi l'ha puntata contro Polizia e Carabinieri, tentando di sparare. A quel punto i poliziotti hanno aperto il fuoco ferendolo al braccio sinistro e di striscio al braccio destro. 
Il 28enne è poi fuggito a piedi nascondendosi tra i cespugli dove è stato bloccato da carabinieri. In mano aveva ancora la pistola Beretta. 

Coniugi uccisi a Cagliari, figlio confessa. In casa coi cadaveri, alcol e chat
Messo alle strette avrebbe confessato: "È stato un raptus, non so cosa mi sia preso e li ho uccisi, non ricordo nulla di quello che è accaduto". 
I rapporti con i familiari non erano mai stati facili, ma dal 2013 erano peggiorati dopo che il ragazzo  era rimasto coinvolto in un incidente stradale mortale. Il 28enne si era fatto più aggressivo e scontroso. 
Secondo la ricostruzione degli inquirenti il giovane sarebbe rimasto per alcune ore in casa con i due cadaveri, probabilmente in chat, a bere alcolici e forse consumando droga nella notte fra domenica e lunedì. 
Al mattino presto sarebbe uscito di casa con il pick up Ford del padre morto, ha fatto colazione al bar e si è dato alla fuga. La prima traccia l'avrebbe lasciata martedì mattina nella zona del Poetto di Cagliari, dove ha effettuato un prelievo con il bancomat, passo falso che ha consentito alla Polizia di individuarlo. 
Il giovane, nato nel 1988  a San Pietroburgo, era stato adottato dalla coppia uccisa circa vent'anni fa insieme al fratello 24enne. 
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