Unioni civili, Renzi fa tana libera tutti. Ma incastra Alfano & Co.

13 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Unioni civili, Renzi fa tana libera tutti. Ma incastra Alfano & Co.
Ricordate il famoso referendum sul divorzio del 1974?

La Chiesa e la Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani, invitarono gli italiani a recarsi alle urne e votare in favore dell'abolizione della legge Fortuna-Basili che aveva introdotto l'istituto del divorzio in Italia. I cattolici progressisti, quelli che già allora dialogavano con il mondo laico e comunista (Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Carlo Carretto, Enzo Mazzi, Giovanni Franzoni ecc.) però dissentirono richiamandosi al principio della "libertà di coscienza" sostenendo che sui temi etici non vi potessero essere imposizioni di natura politica, né tantomeno dottrinale. Alla fine il referendum sul divorzio fallì anche e soprattutto grazie all'azione di contrasto che i "cattolici del dissenso" portarono avanti nei confronti della Dc e della Cei. 

Ebbene, oggi il principio della libertà di coscienza, che ad esempio i Paolini di Famiglia Cristiana rivendicarono nel 2005 in occasione del referendum per l'abrogazione della Legge 40 quella sulla fecondazione medicalmente assistita (anche qui per contrastare l'invito all'astensionismo del presidente Cei Camillo Ruini) torna di grande attualità con il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. 

Ad invocarla è direttamente il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi reduce da un incontro con il suo vice Angelino Alfano alla ricerca di una difficile mediazione. Area Popolare ha ribadito il suo netto no all'approvazione del nuovo testo, depurato dai riferimenti normativi al matrimonio, ma in pratica fedele all'impianto originario. 

"Il tema delle adozioni ci divide molto -  ha detto al termine dell'incontro Angelino Alfano - il testo Cirinnà 2 va anche meno bene del precedente". Per il ministro dell'Interno il timore è che "attraverso norme scritte in modo ambiguo si violino alcuni paletti fissati dalla Corte Costituzionali, che si faccia una sorta di equiparazione con il matrimonio e ci sia la possibilità di arrivare prima o dopo, anche attraverso l'intervento della magistratura, all'adottabilità dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso. I bambini - ha ribadito - devono avere un papà e una mamma e il loro diritto viene prima di quello di tutti gli altri". 

E divisioni ci sono anche sulla questione dell'utero in affitto. "Secondo noi - ha spiegato Alfano - su questo ci vuole addirittura la sanzione penale". 

Una posizione molto ferma, per un uomo politico a cui molti hanno rimproverato una certa arrendevolezza rispetto all'azionista di maggioranza del governo. Forse Ncd, stretta com'è tra gli attacchi serrati che arrivano dalla Lega e uno spazio nel centrodestra moderato da contendere a Berlusconi (oltre che a Renzi stesso, che sembra aver intercettato buona parte del voto centrista), ha individuato nel popolo del Family day il suo target ideale, anche in chiave elettorale?

Rispetto a una manifestazione, quella delle famiglie andata in scena il 20 giugno a Piazza San Giovanni,  che cercava interlocutori politici che riprendessero le sue battaglie, Alfano sembrerebbe intenzionato oggi ad interpretare proprio quel ruolo, tanto più che il Berlusconi “Pascale style” sembra decisamente lontano dalla sensibilità di quella piazza. Intercettare quegli umori, per Ncd, potrebbe essere un'importante svolta elettorale.

Ecco quindi che di fronte all'indisponibilità degli alfaniani a votare il Ddl Cirinnà il Premier ha dichiarato:  "Le unioni civili sono un argomento che divide profondamente al punto che siamo l'unico Paese in Europa senza una legge. La posizione del Pd è iniziare a discutere di questa legge in Aula, dandoci dei tempi per arrivare alla conclusione in Senato. Non ci sarà una posizione del governo su una questione che riguarda la libertà di coscienza. Sul 95% della legge c'è accordo. Spero - ha concluso Renzi - che si possa discutere delle unioni civili senza toni da furore ideologico ma cercando di trovare un punto di sintesi". 

Tana libera tutti è proprio il caso di dire, perché adesso con il paravento della libertà di coscienza se ne potranno vedere delle belle.

Come si comporteranno ad esempio i cattolici del Pd? Si adegueranno ai desiderata del Premier o seguiranno la piazza di San Giovanni? 

E Forza Italia? Il partito di Berlusconi, dopo la rottura con Alfano e company è ormai egemonizzato dall'ala liberale favorevole al riconoscimento dei diritti civili (fu proprio la Pascale a favorire l'incontro fra l'ex Cavaliere e Vladimir Luxuria). Probabile quindi che dai forzisti possa arrivare un sostegno, magari anche con il consenso di Berlusconi, per puntare alla conquista dei voti del popolo rosa e non appaltare il consenso di gay e trans unicamente al Pd, alla sinistra o ai 5Stelle. Ma la componente cattolica? I vari Gasparri, Matteoli, Malan, lo stesso Brunetta che pur non essendo cattolico ha sempre contestato la Cirinnà? Che faranno? Resteranno impassibili di fronte ad un possibile soccorso azzurro a Renzi per portare a casa i diritti civili compresa la tanto contestata stepchild adoption?

Tuttavia le difficoltà maggiori restano nel campo di Area Popolare. Perché nel caso in cui con il ricorso alla libertà di coscienza il Ddl Cirinnà fosse approvato con i voti del Pd, o quantomeno della sua maggioranza esclusi i cattolici più intransigenti, dei 5Stelle, di Sel, dalla truppa di Verdini e dei forzisti liberal, sarà sufficiente giustificarsi e dire che gli alfaniani hanno comunque mantenuto il punto e votato contro? 

Come giustificare agli occhi del popolo di San Giovanni, la permanenza in un Governo che di fatto ha disconosciuto un "valore non negoziabile" come la difesa della famiglia? Le poltrone vengono prima dei principi etici? E i cattolici oltranzisti, Giovanardi, Roccella, o i laici devoti come Quagliariello, Sacconi saranno disponibili a passare sopra ad una legge promossa dal Governo di cui fanno parte che promuove le adozioni gay e la reversibilità delle pensioni per le convivenze civili? Il tutto dopo aver condotto una serrata battaglia tanto contro la  stepchild adoption che il tema della reversibilità?

Insomma, il tempo delle scelte è arrivato e la libertà di coscienza, utile a Renzi per lavarsi le mani da ogni responsabilità nel caso di approvazione della legge, mette a nudo i cattolici di tutti gli schieramenti che dovranno ora dimostrare di considerare i principi etici più importanti di ogni altra esigenza o convenienza politica
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