Migranti, sbarco record di bambini e donne incinta: è nuova strategia?

13 ottobre 2017 ore 16:35, Americo Mascarucci
L'hanno ribattezzata "la nave dei bambini" e senza ombra di dubbio lo sbarco effettuato dalla nave Aquarius di Sos Méditerranée,  rappresenta un record. Con essa sono infatti arrivati a Palermo 241 minori, oltre 170 dei quali non accompagnati, tra cui tantissimi bambini da pochi mesi a qualche anno. Secondo quanto riferito diversi naufraghi presenterebbero sintomi di malnutrizione e apparirebbero  provati dalla prolungata mancanza di cure.
I migranti provengono da più di 15 Paesi differenti: Siria, Egitto, Mali, Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Sudan, Marocco, Somalia, Eritrea, Senegal, Camerun, Nigeria, Liberia, Etiopia, Algeria, Ghana, Benin, Gambia, Yemen. Tra loro anche un migrante originario della Turchia. Ad accoglierli al molo c'è la task force organizzata dalla Prefettura con i volontari di Croce rossa e Protezione civile, le forze dell'ordine e i medici dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo.
Migranti, sbarco record di bambini e donne incinta: è nuova strategia?

GLI SBARCHI
Cinquanta persone sarebbero richiedenti asilo siriani in fuga dalla Libia, e tra questi intere famiglie con bambini e due donne incinte al nono mese di gravidanza. Hanno tutti fra i 16 e i 17 anni. Saranno ospitati in diversi centri di prima accoglienza per minori della Sicilia, tra le province di Palermo e Agrigento. 
"Un naufrago su tre è un minore - spiegano da Sos Mediterranee -. In totale sono 241 i bambini e gli adolescenti giunti a Palermo dopo essere stati tratti in salvo dalla nave Aquarius di Sos Mediterranee, che nei giorni scorsi ha effettuato 7 operazioni di soccorso. Ad arrivare sono soprattutto etiopi, somali, maliani, eritrei e ventisette famiglie siriane, con bambini al seguito.
"Non accadeva da mesi di dover assistere sbarchi con un numero così alto di minori. Molti sono teenager e provengono da Paesi subsahariani - spiega Isabella Trombetta, comms officer a bordo della nave di Sos Mediterranee -. Si tratta di un fenomeno in crescita negli ultimi mesi. Ci sono sempre più ragazzini che decidono di affrontare la traversata in mare. È un dato preoccupante se si pensa che, in Libia e durante il viaggio, adolescenti poco più che bambini sono esposti alle stesse tremende violenze degli adulti".
Numerose donne di origine subsahariana hanno dichiarato di essere state ripetutamente vittime di violenze sessuali e di essere state imprigionate per diversi mesi.  E c'è chi ipotizza che questo possa essere il primo passo nell'ambito di una nuova strategia degli sbarchi dopo l'entrata in vigore del codice di condotta per i salvataggi in mare voluto dal ministro Minniti che ha ridotto drasticamente gli sbarchi durante l'estate. Da oggi in avanti soltanto donne e bambini? Del resto non è ciò che hanno sempre chiesto anche i più critici verso l'immigrazione? 

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