Che fine ha fatto il marò Latorre, sta "con la Meloni"

13 settembre 2017 ore 13:17, intelligo
La storia dei marò la conosciamo tutti, così come la diatriba durata per anni, con i due fucilieri prima trattenuti direttamente dalle autorità indiane, poi nella nostra ambasciata ma con l’impegno di Girone e Latorre di non lasciare il paese. 

Già nel dicembre del 2013, il governo italiano ottenne dall’Alta Corte indiana che i due marò trascorrano le 2 settimane di vacanze natalizie in Italia. Il 3 gennaio, Girone e Latorre però furono costretti a tornare in India e poi il 22 febbraio sono di nuovo in Italia per le elezioni. Dopo 4 settimane vennero coma da accordi rispediti in India malgrado il sentimento popolare e la palese illegalità con cui vengono trattenuti in quel paese. Per anni si è andati avanti tra udienze, rinvii, cavilli e quant’altro per un altro anno, fino a quando Massimiliano Latorre non viene colpito da un’ischemia cerebrale. E’ il 12 settembre 2014 e la corte suprema indiana accoglie l'istanza presentata dalla difesa del marò e gli concede di rientrare in Italia per un periodo di quattro mesi per curarsi. La Corte accetta una garanzia scritta sul rientro in India di Latorre fornita dall'ambasciatore Mancini a nome del governo italiano. 

Latorre sta davvero male e malgrado ciò l’India richiede continuamente il suo rientro, almeno finché il soldato non subisce un’operazione per un difetto cardiaco congenito e gli vengono concessi altri mesi in Italia. Intanto, siamo arrivati al 2015 senza che nessun tribunale indiano abbia provato alcunché e senza, aggiungiamo noi, che abbia diritto ad esprimersi sulla faccenda, ma con il povero Salvatore Girone ancora prigioniero nella nostra ambasciata. Poi, finalmente, l’Italia attiva l'arbitrato internazionale sul caso dei marò nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, rivolgendosi, quindi, al Tribunale internazionale del diritto del mare (ITLOS) di Amburgo. Nella stessa richiesta si domandano anche immediate misure che consentano la permanenza di Massimiliano Latorre in Italia e il rientro in patria di Salvatore Girone in attesa che si concluda l'iter della procedura arbitrale. Il 24 agosto successivo, in merito alla richiesta italiana, il Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo, decide che nell’ambito dell’arbitrato e fino alla conclusione della procedura, "l'India si astenga dal prendere o applicare qualsiasi misura giudiziaria o amministrativa contro" i marò e dall'esercitare "qualsiasi altra forma di giurisdizione" relativa allo stesso incidente; e che "l'India adotti tutte le misure necessarie per garantire che vengano immediatamente tolte le restrizioni relative alla libertà di movimento" dei marò "per consentire al sergente Girone di partire per l'Italia, e ivi permanere, e al sergente Latorre di restare in Italia per tutta la durata del procedimento" arbitrale.  

Nonostante ciò, tra una lungaggine, un’opposizione e un rinvio, Salvatore Girone potrà fare ritorno in Italia solo il 26 maggio del 2016.  Così, finalmente entrambi i due fucilieri sono di nuovo a casa, anche se il modo in cui è stata condotta tutta la situazione fa davvero rizzare i capelli sulla nuca. Ancora però si attende l’esito dell’arbitrato, che dovrebbe arrivare entro il dicembre del 2018. In compenso la corte suprema dell’India ha sospeso l’obbligo imposto al governo indiano di presentare ogni tre mesi un report sul procedimento. Da parte loro, Latorre e Girone mantengono un basso profilo: dopo anni di prime pagine sui giornali, cercano di assaporare la privacy in seno alla famiglia. O almeno fino a ieri quando Latorre è apparso sul profilo social di Giorgia Meloni. 

Su Facebook infatti la deputata di Forza Italia ha condiviso un post in cui si fa ritrarre con il fuciliere e la compagna: "Splendida serata in compagnia di Massimiliano Latorre, la sua compagna Paola ed Elio Vito. Ieri, oggi, domani: io sto con i marò e con tutti i nostri uomini in divisa, che malgrado l'incapacità dimostrata dallo Stato di difenderli e tutelarli, sono comunque fieri e orgogliosi di essere italiani, sempre". ha scritto la Meloni sotto la foto condivisa.
autore / intelligo
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