Eni "scivola sul petrolio" con Report ed è guerra a colpi di tweet

14 dicembre 2015 ore 17:37, Americo Mascarucci
Eni 'scivola sul petrolio' con Report ed è guerra a colpi di tweet
Fra Report ed Eni è guerra a colpi di Tweet. 
Eh sì, è questa l’ultima frontiera della comunicazione o meglio della controinformazione che l’Azienda ha deciso di attuare per replicare alle accuse del programma di Milena Gabanelli che nell’ultima puntata si è occupata dell'affare da un miliardo di dollari per l'acquisto della licenza della concessione petrolifera Opl245, il più grande giacimento offshore nigeriano. 
Ma come si è strutturata questa controinformazione? Mentre andava in onda il servizio, Eni a colpi di tweet replicava punto per punto ai contenuti del programma su una pagina dedicata  dove riportava interventi, smentite, precisazioni e link pieni di approfondimenti e di chiarimenti rispetto a ciò che Raitre mandava in onda. 
"Come è già avvenuto in passato - spiega l'azienda in una nota pubblicata sul sito e diffusa attraverso Twitter - non ci è stata data la possibilità di rispondere in diretta. Sui temi che ci sono stati anticipati abbiamo fornito ampia documentazione, pur nella consapevolezza che sarebbe stata utilizzata solo parzialmente nella trasmissione. Per questo riproponiamo qui le nostre risposte, insieme ad analisi e approfondimenti che possono aiutare a farsi un’opinione basata sui fatti". 
 
Botta e risposta dunque, accuse e controaccuse che si sono susseguite nel corso del programma. Una strategia che sarebbe stata studiata e realizzata da Marco Bardazzi, responsabile della comunicazione del colosso energetico dallo scorso febbraio, già caporedattore centrale e digital editor della Stampa e corrispondente dagli Stati Uniti per l'Ansa, che è intervenuto anche col suo profilo personale. 
La Gabanelli informata della contromossa di Eni ha a sua volta tentato di controreplicare e ne è nato così uno scontro a distanza ma in diretta, una modalità di comunicazione innovativa e per certi versi rivoluzionaria destinata forse qa cambiare il normale corso dell’informazione. 
"Come caso aziendale è molto interessante - spiega a Repubblica Giovanni Boccia Artieri, docente di sociologia dei New media e Internet studies, comunicazione pubblicitaria e linguaggi mediali all'università di Urbino - senz'altro una vittoria. Eni ha utilizzato con efficacia la dimensione della social tv fornendo, almeno dal proprio punto di vista massima trasparenza. In questo senso, più che il botta e risposta su Twitter, interessava emergere con una versione chiara oltre la piattaforma, proprio come sta accadendo in queste ore". Secondo le analisi di Jacopo Paoletti, esperto di comunicazione digitale, la querelle Report-Eni avrebbe cannibalizzato l'80% delle conversazioni su Twitter legate alla trasmissione. Sopra la media le visualizzazioni dei contenuti pubblicati dagli account di Report e di Eni (nel primo caso quasi 199mila, nel secondo 141mila). 
Tuttavia rimane chiaro a detta degli esperti come la sfida virtuale l'abbia comunque vinta Report. Questo perché, nonostante l'innovazione comunicativa di Eni è apparso chiaro a tutti come nello scontro a distanza a fare la parte del leone sia stata Raitre visto che il numero di telespettatori inchiodati davanti agli schermi televisivi è stato di gran lunga superiore a quello degli utenti incollati su Twitter. Ad ogni modo si tratta senza dubbio di una modalità di replica inusuale ed originale che ora anche altre aziende potrebbero scegliere di praticare. E forse se la strategia prenderà piede potrebbe anche portare i programmi televisivi a rinnovarsi per non restare indietro, o meglio per impedire che la replica arrivi addirittura prima della notizia. 

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