Benzina più cara, l'autostrada scotta. Effetto royalties

14 giugno 2017 ore 14:11, Luca Lippi
L’offerta al dettaglio di benzina e gasolio per autotrazione è piuttosto varia, chi vuole risparmiare ha la possibilità di farlo prestando attenzione alle differenze di prezzo. Questo è possibile in tutti i centri abitati, discorso diverso invece per quanto riguarda il costo di benzina e diesel alla pompa lungo i tratti autostradali. La rilevazione è stata fatta dal sindacato dei gestori Figisc e da Confcommercio. 

Prezzo medio - un litro di benzina alla pompa nella settimana tra il 5 e l’11 giugno è stato di 1,512 euro, l’Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico fa sapere che lunedì scorso il prezzo medio sarebbe sceso a 1,510 euro. In calo anche il prezzo del gasolio. Settimana scorsa era di 1,361 euro al litro, lunedì era in media di 1,353 euro. 

I balzelli sul costo delle benzine - ad alzare i prezzi sono tasse e accise si sa. L’Iva al litro sulla benzina è di 273 millesimi. Le accisa arrivano a 737 millesimi. Che fanno per lo Stato un introito di 1,010 euro per ogni litro. La discriminante maggiore arriva a carico di tutte quelle persone che per lavoro sono costrette a passare il tempo in autostrada, per questi ultimi la benzina ha un costo assai maggiore.
Benzina più cara, l'autostrada scotta. Effetto royalties
Prezzo medio in autostrada - la benzina in autostrada costa il 30% se non il 45% in più rispetto alla normale rete. Secondo Altroconsumo che ha fatto una ricerca molto dettagliata nel 2016 sulle autostrade nell’area di Milano la benzina costa il 9% in più, di Bologna il 6%, di Firenze l’11%, di Roma il 7% e addirittura il 12% a Napoli. Gestori e società autostradali si rimpallano la responsabilità su costo della benzina, addebitandolo alle royalties che queste ultime incassano per ogni litro venduto. 
 
Il sospetto di Altroconsumo - Marco Bulfon responsabile prezzi carburante di Altroconsumo ha detto: “Da noi c’è la benzina più cara d’Europa anche se l’Italia è uno dei massimi produttori al mondo di carburante. Questo avrebbe dovuto garantire prezzi più concorrenziali. Ma va a finire che il nostro carburante venduto in Francia là costa meno. Da noi c’è un gigantesco problema di distribuzione e di organizzazione”. 
Prosegue l’esperto di Altroconsumo: “Fino a che lo Stato utilizza la benzina come salvadanaio siamo di fronte a una ingestibile follia. Da noi poi ci sono il doppio delle stazioni di servizio che in Europa”.

La rete di distribuzione -  In Italia ci sono 24 mila impianti di erogazione solo sulla rete autostradale, questi nel totale vendono meno di 1 miliardo e 800 milioni di litri di carburante. Un dato sempre più in decrescita visto il costo in forte aumento e la concorrenza di mezzi di trasporto alternativi. Se poi volessimo anche aggiungere una percentuale di gitanti che per motivi legati alla crisi hanno eliminato il voluttuario weekend  la tendenza è in crescita. Dal 2008 al 2013 la vendita sulla rete autostradale è crollata in media del 45%. Complice la crisi e non solo quella. 
 
Le royalties erodono consumi, consumatori e gestori -  Stefano Cantarelli, presidente della rete autostradale della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti: “Il costo di esercizio è più alto. Anche se è stato ridotto all’osso deve essere garantito personale 24 ore al giorno e non solo un servizio automatico alla pompa” tuttavia, prosegue Cantarelli: “Il dato che incide molto sono le royalties che chiedono le società autostradali per assegnare alle compagnie petrolifere o ai gestori la singola area di servizio. Negli anni si è arrivati ad un costo che si aggira tra i 12 e i 13 centesimi al litro. Soldi che finiscono direttamente ai gestori”. 

Sono le privatizzazioni bellezza! ha detto Cantarelli: “Fino al 2002, quando si è privatizzata la rete autostradale, le royalties arrivavano al massimo a 1 centesimo e mezzo al litro. Il problema che l’aggiudicazione è su base d’asta. Pur di accaparrarsi l’area di servizio anche le compagnie petrolifere offrono di più. Secondo un dato in nostro possesso le società autostradali incassano tra i 150 e i 160 milioni di euro l’anno”. 

In conclusione - al benzinaio, fatto un prezzo medio della benzina di 1,4 euro al litro, rimangono in tasca appena 5 centesimi. Una soluzione potrebbe essere una ruduzione degli impianti con la conseguenza di diverse famiglie che rimarrebbero senza reddito (c’è una filiera dietro i distributori in autostrada). La crisi ha picchiato duro anche in questo campo. Nel 2002 in autostrada si vendevano 4 miliardi di litri l’anno di carburante. Nel 2016 siamo a meno di 1,8 miliardi. Contro i 26/27 miliardi dell’intera rete ordinaria. Siamo sotto addirittura al 1979 quando la rete autostradale era grande la metà e si vendevano 2,5 miliardi di litri di benzina. Secondo Luca Ungaro vicepresidente esecutivo di Autostrade per l’Italia e responsabile delle aree di servizio, oggi le royalties valgono il 4% del prezzo al litro, calcolando che le compagnie devono trovare un equilibrio tra offerta e quanto puoi guadagneranno, offrire royalties rilanciando al rialzo non avrebbe alcun senso. La conclusione è quella di ridurre drasticamente gli impianti sperando che la pezza non sia peggiore del buco.

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autore / Luca Lippi
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