Tumori stanati da nanosensori italiani: diagnosi low cost e precoci

14 luglio 2017 ore 15:15, Micaela Del Monte
Nuovi minuscoli rilevatori per la diagnosi precoce del cancro e il riconoscimento di sostanze tossiche nel sangue, è la scoperta dell'Istituto Italiano di Tecnologia e l'Università di Padova. La ricerca condotta ha compiuto un nuovo passo verso la diagnosi precoce del cancro. Lo studio, che si è guadagnato la copertina della rivista Chem (edita da Cell Press), ha scoperto come alcune nanoparticelle artificiali siano in grado di riconoscere la presenza nel sangue di sostanze tossiche come droghe o farmaci, ma anche la presenza di tumori agli stadi iniziali.

Tumori stanati da nanosensori italiani: diagnosi low cost e precoci
La scoperta consente dunque di costruire delle nanoparticelle artificiali con funzione di sensori diagnostici per il tumore. Questi oggetti, delle dimensioni del miliardesimo di metro, sono composti da un nucleo metallico centrale di atomi d'oro con funzione strutturale a cui sono legate altre piccole molecole. Queste ultime hanno la funzione di "riconoscere" le sostanze con cui entrano in contatto.

"L'obiettivo - ha spiegato Marco De Vivo, autore principale della ricerca - è quello di creare delle particelle ingegnerizzate utili a riconoscere specifiche sostanze di interesse, come fanno le proteine in natura". Le simulazioni mostrano che le nanoparticelle assumono una forma diversa in soluzione a seconda della struttura chimica delle molecole che le ricoprono: in base alla conformazione assunta dalla superficie, avviene il riconoscimento dell'una o dell'altra sostanza presente in soluzione. Sulla superficie delle nanoparticelle si formano infatti veri e propri siti di riconoscimento, tasche transienti e dinamiche che legano la sostanza "A" piuttosto che la "B", analogamente a quanto si verifica nelle proteine, che riconoscono sostanze seguendo il modello "della serratura e della chiave" (dove la serratura è uno specifico sito di interazione e la chiave l'analita riconosciuto).

Di conseguenza è ragionevole pensare che, attraverso opportune tecniche di ingegnerizzazione, sia possibile utilizzare questi dispositivi per individuare sostanze specifiche come fanno le proteine in natura. In pratica, come nel caso della chiave per la serratura, queste nano particelle artificiali a seconda della molecola a cui sono legate adattano la propria superficie e aprono la porta per far "entrare" le sostanze da identificare. In questo modo si potranno adottare tecniche di analisi molto più economiche data la necessità di campioni da analizzare molto più piccoli. Uno strumento utilissimo per identificare marcatori cancerogeni o sostanze tossiche e dopanti.
caricamento in corso...
caricamento in corso...