La ricetta non è più un ostacolo per la pillola del giorno dopo: un passo avanti?

14 marzo 2016 ore 13:04, Micaela Del Monte
L'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, ha accettato di abolire la ricetta per la prescrizione della contraccezione di emergenza, ovvero per la pillola del giorno dopo "Norlevo". Dal 2000, anno in cui il farmaco venne introdotto sul mercato, Silvio Viale – esponente del Radicali Italiani, consigliere comunale del Pd a Torino e responsabile del servizio di interruzione volontaria di gravidanza dell'ospedale Sant'Anna – ha più volte richiesto che venisse eliminato "l'anacronistico obbligo di ricetta non ripetibile, che molto spesso costringeva spesso le donne a umiliazioni e pellegrinaggi infernali per ottenerla, come documentato più volte da servizi televisivi, e alimentava l’equivoco dell’obiezione di coscienza".  Nel 2010 Viale "fu addirittura sanzionato dall’Ordine dei medici per avere prescritto sin dal 2004, alle donne che ne facevano richiesta, la contraccezione di emergenza per le strade e davanti alle scuole di molte città italiane". Una vittoria storica, secondo i radicali Igor Boni, Laura Botti e Silvja Manzi, ottenuta soprattutto grazie alla tenacia di Silvio Viale:

La ricetta non è più un ostacolo per la pillola del giorno dopo: un passo avanti?
“Oggi è un giorno importante perché possiamo dire di aver conquistato un passo avanti per tutti. E’ una vittoria che rivendichiamo con orgoglio. Per arrivare a questo obiettivo ci sono voluti 16 lunghi anni di richieste, manifestazioni, disobbedienze civili e iniziative di informazione per strada e nelle scuole. 16 anni per ottenere una cosa di una banalità lampante: abolire l’obbligo di ricetta per la contraccezione d’emergenza che, come è ovvio, ha massima efficacia se assunta immediatamente dopo un rapporto a rischio. La ricetta è stata per lunghi anni un ostacolo e l’alibi dell’obiezione di coscienza di molti, hanno reso ancor più complesso ciò che invece deve essere rapido e semplice. Silvio Viale è stato il protagonista di questa lotta e noi con lui. Chi esce sconfitto da questa vicenda è innanzitutto l’Ordine dei medici che nel 2010 si è macchiato della vergogna di sanzionare chi metteva a disposizione il suo tempo e la sua professionalità per fornire ricette a chi le chiedeva, saltando gli ostacoli posti da una normativa assurda. Oggi possiamo dire che la ragionevolezza dei laici e dei Radicali ha avuto ragione su conservatori e falsi obiettori”.

Per acquistare la pillola del giorno dopo non servirà più la prescrizione medica, se si è maggiorenni. L'obbligo di ricetta non ripetibile rimane invece per le minorenni. Questo è quanto prevede la determina dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 3 marzo e in vigore dal 4, come rende noto Federfarma dal suo sito. Il provvedimento si riferisce al Norlevo (a base di levonorgestrel), che diventa dunque un farmaco sop (cioè senza obbligo di prescrizione) per le pazienti maggiorenni e mantiene l'obbligo della ricetta non ripetibile per le minorenni.

"Nei casi in cui la maggiore età di chi fa richiesta non fosse evidente - ha precisato Federfarma in una circolare - le farmacie chiederanno un documento di identità e rifiuteranno la dispensazione senza ricetta qualora la persona risultasse minorenne". In precedenza, lo scorso febbraio, l'Aifa aveva già modificato allo stesso modo il regime prescrittivo di altri due contraccettivi d'emergenza a base di levonorgestrel (stromalidan ed escapelle).  
Con un’apposita delibera l’Aifa ha stabilito che la pillola poteva essere venduta a tutte le donne maggiorenni direttamente in farmacia, senza bisogno della prescrizione medica o del test di gravidanza, adeguando perciò l’Italia alle direttive emanate a livello europeo dall’Ema.

Eppure, nonostante ciò, non erano poche in Italia le farmacie che ancora richiedevano la ricetta alle ragazze che desiderano acquistare la pillola per non incorrere nel rischio di una maternità non desiderata. Come era possibile questo? A spiegarlo era stata un’indagine nazionale l’istituto di ricerca SWG di Trieste (in collaborazione con Edizioni Health Communication) condotta su un campione di donne e farmacisti. Se il 14% dei farmacisti dichiarava di non essere a conoscenza della determina Aifa, il 46% manifestava una sorta di "obiezione di coscienza" dichiarandosi contrario alla scelta dell'Agenzia del Farmaco: fra i contrari il 77% ha motivato questa sua posizione sostenendo che senza prescrizione medica le ragazze sarebbero spinte a fare un uso eccessivo della pillola, ad abusarne oltre misura. 
Il 18% dei farmacisti ha dichiarato che non venderebbe mai una pillola per la contraccezione d'emergenza senza ricetta medica. Il 61% dei farmacisti cattolici è contrario per ragioni di ordine etico, il 53% teme invece che possa far male alla salute. Tuttavia se si chiede un giudizio sull’efficacia e l’utilità della pillola, l’86 % dei farmacisti ritiene che sia utile, il 96% efficace.

Insomma, quello che è accaduto lo scorso febbraio con la pillola dei 5 giorni dopo rischia di manifestarsi anche nel caso della pillola del giorno dopo. 
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