Addio dimissioni in bianco, arrivo l'obbligo delle comunicazioni online. Chi sono gli esclusi

14 marzo 2016 ore 13:39, Americo Mascarucci
Dallo scorso 12 marzo per dimettersi dal posto di lavoro si dovrà necessariamente attivare una procedura telematica utilizzando i moduli resi disponibili dal Ministero del Lavoro.
La novità, frutto delle riforme introdotte con il Jobs Act, è stata prevista per evitare e combattere il fenomeno delle dimissioni in bianco. 
Un fenomeno molto diffuso purtroppo nel settore privato, una pratica odiosa quanto illegale che obbligava di fatto il lavoratore, all'atto dell’assunzione, a firmare in aggiunta al contratto di lavoro, una lettera di dimissioni priva di data e quindi valida in qualsiasi momento. Scopo delle dimissioni in bianco,quello di allontanare il dipendente senza corrispondere alcuna indennità. In pratica il neoassunto veniva sottoposto ad un autentico ricatto, che di fatto lo privava delle tutele sindacali e giuridiche visto che in qualsiasi momento il datore di lavoro poteva inserire la data e quindi procedere al licenziamento del lavoratore facendo però risultare che lo stesso si fosse dimesso in modo tale da non dovergli versare la relativa indennità e non riconoscergli diritti di rivalsa.
Il lavoratore poteva sempre cautelarsi con una scrittura privata autenticata da un notaio in cui dichiarava di essere stato costretto a firmare la lettera di dimissioni dal datore di lavoro per poter essere assunto, ma comunque la questione doveva sempre finire in tribunale e dunque sfociare in un contenzioso.
Adesso tutto questo non servirà più.

Addio dimissioni in bianco, arrivo l'obbligo delle comunicazioni online. Chi sono gli esclusi
Il lavoratore che vorrà presentare le proprie dimissioni potrà quindi farlo unicamente tramite il sito del Ministero del Lavoro. Sarà necessario però aver già ottenuto dall’INPS il proprio codice PIN. Una volta ottenuta la registrazione ed ottenuto l’accesso la procedura promette di essere relativamente facile, ma il dipendente dovrà avere a portata di mano, oltre ai propri dati personali, anche quelli relativi al contratto di lavoro dal quale intende recedere e dell’azienda presso la quale è in essere il rapporto lavorativo. Il tutto può essere fatto in completa autonomia da qualsiasi terminale ma il lavoratore può scegliere di farsi assistere da personale di un ente abilitato come possono essere i patronati, i sindacati, enti bilaterali o commissioni di certificazione (con i relativi costi per l’espletamento della pratica). Non tutti i lavoratori dipendenti però potranno o dovranno ricorrere alla via telematica: il nuovo meccanismo entrato in vigore il 12 marzo non si applica ai dipendenti pubblici a quelli che svolgono attività domestiche, e quelli del settore marittimo e alle lavoratrici in gravidanza o alle madri nei primi tre anni di vita del bambino. Per queste categorie di lavoratori rimane la necessità di recarsi allo sportello territoriale degli uffici del lavoro competenti. Una volta inoltrata la domanda via web il lavoratore avrà sette giorni di tempo per "ritornare sui suoi passi" ed eventualmente annullare la lettera di dimissioni telematica. Tuttavia, per via telematica si intende esclusivamente la domanda di dimissioni presentata tramite il sito del Ministero: non saranno valide le lettere di dimissioni presentate via email (o qualsiasi altra modalità).
Il Ministero del Lavoro ha diffuso anche alcune risposte ai quesiti più frequenti in merito alla nuova procedura telematica. Per porre nuove domande sull'utilizzo della procedura è possibile scrivere a: dimissionivolontarie@lavoro.gov.it. 

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