ExoMars: via alla missione europea (e made in Italy) a caccia della vita su Marte - VIDEO

14 marzo 2016 ore 17:25, Americo Mascarucci
La partenza della prima fase della missione ExoMars è avvenuta oggi, 14 marzo da Baikonur, in Kazakistan.
La missione ha un costo complessivo di 1,3 miliardi, l'Italia ne sarà protagonista indiscutibile. 
La questione scientifica al centro della missione europea frutto della sinergia fra l'ESA e l'Agenzia spaziale russa Roscosmos, è dimostrare che c’è vita su Marte, a partire dalle presenza di metano nell'atmosfera marziana. E questo avverrà grazie alla tecnologia all'avanguardia fornita soprattutto dalle imprese specializzate italiane.
L’unicità di Exomars è rappresentata dal fatto che il piccolo Rover che arriverà su Marte nel 2018, secondo momento chiave della missione, sarà in grado di trivellare il suolo marziano fino a due metri, raccogliere e analizzare campioni. 
"In volo oltre 4mila chili di tecnologia e scienza", come ha ricordato il responsabile dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, lanciato in orbita dal razzo russo Proton. Il veicolo in viaggio verso il Pianeta Rosso è composto dal modulo orbitante TGO, il Trace Gas Orbiter integrato negli stabilimenti Thales di Cannes, e dal modulo di discesa EDM, il dimostratore costruito nelle camere "pulite" di Thales Alenia Space Torino, che porta la capsula "Schiaparelli", per ricordare l’astronomo piemontese che fece osservazioni accurate della superficie di Marte. Quest'ultima in particolare analizzerà venti e polveri presenti sul pianeta
Ci sono inoltre tre ricercatrici italiane nelle vesti di Principal Investigator  (supervisori) di tre diversi strumenti che partiranno, in diversi momenti, a bordo della sonda. 
Francesca Esposito  43 anni, partenopea, lavora presso l’Osservatorio Astronomico Inaf di Capodimonte, Maria Cristina De Sanctis è impiegata presso l’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf di Roma. Sono rispettivamente supervisori di Dreams e Ma-Miss, mentre Francesca Ferri è responsabile dello strumento Amelia.
Come riporta Il Messaggero dovranno occuparsi della supervisione dei seguenti strumenti:
LO STRUMENTO DREAMS ossia una piccola stazione meteorologica  a bordo del lander Schiaparelli, che misurerà le condizioni atmosferiche dell'area dell'atterraggio. Ha l'incarico di misurare temperatura, umidità, pressione, opacità della polvere, velocità e direzione del vento. Potrà anche eseguire misurazioni di una serie di proprietà elettriche dell’atmosfera marziana che fino ad ora non sono mai state ottenute.

ExoMars: via alla missione europea (e made in Italy) a caccia della vita su Marte - VIDEO
LO STRUMENTO MA-MISS entrerà in azione nella seconda fase della missione. Troverà posto a bordo della sonda a corredo del rover che esplorerà Marte a partire dal 2018. E' stato realizzato con il supporto dell’Asi, Agenzia Spaziale Italiana. Non è altri che uno spettrometro per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano, inserito all’interno del trapano  di due metri di lunghezza (Drill), che consentirà di analizzare la conformazione della superficie interna del pianeta rosso.
Oltre a Dreams e Ma-Miss, la missione avrà altri contributi italiani come Amelia (Atmospheric Mars Entry and Landing Investigation and Analylsis), che ha il compito di analizzare l’atmosfera marziana impiegando i dati raccolti dai sensori durante la discesa del lander Schiaparelli sulla superficie marziana (supervisore Francesca Ferri del Cisas- Università di Padova) e Inrri (Instrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations) realizzato con la supervisione scientifica di Simone Dell’Agnello, fisico dei Laboratori Nazionali di Frascati (LNF) dell’INFN. E' un microriflettore laser dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. 



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