L'elisir di lunga vita dei Templari? Il segreto nei legumi, nel pesce e in tanta pulizia

14 marzo 2016 ore 19:18, Gianfranco Librandi
Come mai i cavalieri Templari vivevano circa 40 anni in più rispetto alla media dei loro coetanei?
Come mai in un’epoca in cui arrivare a quarant'anni era il sogno quasi proibito di tutti i monaci soldato riuscivano a campare anche fino a settant'anni? 
All'epoca si pensava che fosse una specifica volontà divina rivolta a premiare l’eroismo dei componenti dell’ordine cavalleresco che con tanto fervore difendeva la Chiesa e la fede cristiana dai pericoli del tempo. Talmente potenti da essere diventati ad un certo punto un pericolo per il potere sia politico che spirituale che decise di eliminarli costruendo contro di loro accuse di tradimenti, complotti, eresie, pratiche magiche e blasfeme per poterli processare, condannare al rogo e infine sciogliergli con tanto di scomunica papale. Tornando alle battute iniziali, come mai i Templari riuscivano a vivere così a lungo? 
Pare che la chiave del successo fosse tutto negli stili di vita e soprattutto in una dieta ferrea quanto salutare. Una dieta variegata quanto ricca. Poca carne, tanti legumi, pesce e frutta fresca. 
"Una dieta che ha portato 314 Cavalieri Templari, uno dei più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani, in molti casi a superare i 70 anni al processo che li vide protagonisti nel 1321. La spiegazione potrebbe risiedere nell'effetto positivo esercitato sulla flora intestinale da questa alimentazione, più sana rispetto a ciò che si mangiava nel Medioevo. Una fonte naturale di probiotici che ha effetti positivi e protettivi sulla flora gastrointestinale". Lo spiega all'AdnKronos Salute Francesco Franceschi, direttore medicina d'urgenza del Policlinico Gemelli di Roma.

L'elisir di lunga vita dei Templari? Il segreto nei legumi, nel pesce e in tanta pulizia
Franceschi è autore, insieme ai colleghi Roberto Bernabei, Giovanni Gasbarrini e Peter Malfertheiner, della ricerca 'La dieta di Cavalieri Templari: il loro segreto di longevità?', pubblicata su 'Digestive and Liver Disease'. 
Grazie all'indagine condotta sui documenti dell'epoca e del processo, la ricerca ha evidenziato come la dieta dei monaci cavalieri li abbia aiutati a vivere più a lungo della media, in un periodo dove l'aspettativa di vita oscillava tra 25 e 40 anni. 
"Nel Medioevo - evidenzia lo studio - l'alimentazione era ricca di grassi e calorie, si consumava molta carne nelle classi più ricche e la gotta era una delle patologie più diffuse. Come l'obesità, simbolo di ricchezza e opulenza, il diabete mellito e i livelli di colesterolo e trigliceridi erano molto alti".
Proprio a questi stili di vita eccessivi e sregolati si contrapponeva la sobrietà dei Templari.
"La dieta dei Templari, molto moderna e se vogliamo antesignana della dieta Mediterranea, combatteva tutte queste malattie - spiega ancora Franceschi - poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (tre piatti a settimana) che invece oggi si consumano poco ma sono invece potenti probiotici, il pesce era molto frequente, l'acqua la bevevano addizionata con la spremuta di arance per arricchire la carica anti-batterica. Al vino (molto razionato) aggiungevano polpa di Aloe, una pianta dotata di azioni antisettiche e funghicide molto utile nei Paesi con climi desertici caldi. La longevità è stata una caratteristica peculiare dei Templari, secondo i documenti storici analizzati: Hugues de Payens morì a 66 anni; l'ultimo gran maestro Jacques de Molay quando fu ucciso, dopo 7 anni di prigione, aveva 67 anni. Al tempo - sottolinea Franceschi - questa eccezionale dote era attribuita ad uno speciale 'regalo' divino, ma in realtà dietro c'erano abitudini alimentari e igieniche codificate in regole da Bernardo di Chiaravalle".

Oltre alla regole scritte però i Cavalieri Templari avevano anche principi di comportamento da rispettare per evitare la diffusione delle infezioni: era obbligatorio lavarsi le mani prima di mangiare, il refettorio doveva essere sempre ben tenuto e le tovaglie sempre pulite. L'Ordine inoltre proibiva la caccia a fini alimentari, mentre furono proprio i Templari a dedicarsi all'allevamento del pesce, alimento molto presente nel loro regime alimentare insieme ai formaggi, la frutta fresca e l'olio d'oliva. 
"I Templari consideravano i frutti di mare un ottimo sostituto della carne, in questo modo - evidenzia ancora la ricerca - beneficiavano dell'effetto positivo degli acidi grassi omega-3 sui livelli ematici di colesterolo e trigliceridi, oltre all'effetto antiossidante e antidepressivo dei molluschi. In conclusione - affermano gli autori - crediamo che la dieta e le abitudini di vita potrebbero essere la spiegazione per la straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto 'imparare dal passato' non è mai stato così appropriato".


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