Siria, la "guerra fredda" di Putin agli Usa: "Hanno il cervello in pappa"

14 ottobre 2015, intelligo
Siria, la 'guerra fredda' di Putin agli Usa: 'Hanno il cervello in pappa'
La notizia della fornitura di armi ai ribelli anti-Assad in Siria (50 tonnellate di munizioni più mezzi) non è certo passata inosservata agli occhi dell’opinione pubblica mondiale, proprio quella che fino a sei mesi fa ancora riteneva il presidente siriano la prima minaccia alla stabilità e alla libertà in Medioriente. Salvo poi ricredersi amaramente. E la stessa notizia non è di certo passata come acqua che scorre sotto il naso del presidente russo Vladimir Putin, che sta conducendo tramite il suo esercito una serie di raid contro postazioni degli jihadisti in Siria, con risultati già visibili dopo pochi giorni.


E siccome Putin, come noto, non è uno che le manda a dire a nessuno, davanti alla platea del forum economico Vtb ha criticato aspramente le scelte americane, questa di fornire armi e non solo, relative alla questione siriana e alla lotta contro Isis: “Credo che alcuni dei nostro partners – ha detto il leader del Cremlino – abbiano semplicemente il cervello in pappa”. 

Parole forti che come detto, dopo la fornitura di armi ai ribelli che vorrebbero sovvertire il regime di Assad ma anche dopo le critiche che Washington stessa aveva lanciato contro la strategia di Mosca che, secondo la Casa Bianca andrebbe a colpire non solo postazioni Isis ma anche dei ribelli anti regime. Putin dal canto suo ha precisato di fronte al pubblico del forum di aver chiesto espressamente agli Usa di segnalare quali fossero, secondo la loro intelligence, le postazioni “esclusivamente terroristiche” sul territorio siriano, avendo però ricevuto come risposta un nulla di fatto.

Andando ad infittire tutti quei sospetti su una presunta volontà di non intervento americano contro Isis e sulla possibilità che quelle armi finiscano nelle mani del jihadismo guidato dal Califfo Al Baghdadi. Il tutto accentuato dai colpi di mortaio esplosi ieri contro l'ambasciata russa a Damasco che ha provocato diversi feriti. Aria tesa fra Mosca e Washington, aria che parrebbe prefigurare scenari di “fredda” memoria quando le due superpotenze si fronteggiavano l’una contro l’altra armate fino ai denti. Ma oggi c’è molto di più di in ballo di quanto non ci fosse allora, c’è il mantenimento di più di una metà del mondo, oggi il contendere è il mondo o almeno quello che ne rimarrà dopo la crisi che sta devastando ogni certezza umana e sociale, ci sono le risorse vitali che permetteranno ai brandelli di questo mondo di sopravvivere.
autore / intelligo
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