Bari, esami da avvocato truccati: sgominata presunta "centrale della truffa"

15 aprile 2016 ore 21:17, Adriano Scianca
Tre persone sono state arrestate dai carabinieri e altre 15 sono indagate a piede libero in merito alle presunte irregolarità nelle prove scritte dell'esame da avvocato del dicembre 2014 a Bari.
Agli arresti domiciliari sono finiti una funzionaria dell'Università di Bari, la responsabile dell'Unità di controllo dell'Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario e un avvocato. 
Gli indagati sono complessivamente diciotto, tra avvocati, membri della commissione e procuratori legali, accusati a vario titolo, di falsa attribuzione di un lavoro altrui, falso ideologico, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio, corruzione e truffa aggravata ai danni dello Stato. 
Pare che il sodalizio avesse creato una vera e propria "centrale operativa" all’interno di un’abitazione.
"La complessa attività investigativa dell’Arma - ricostruisce la Procura di Bari in una nota - ha consentito di accertare come, mediante un’articolata rete di rapporti interpersonali e di comunicazioni telefoniche e telematiche a mezzo whatsapp, un gruppo di lavoro riunito in un appartamento adibito a centrale operativa agiva, con la collaborazione del legale arrestato e di altri esperti in materie giuridiche, redigendo gli elaborati di esame che venivano successivamente introdotti nei padiglioni della Fiera del Levante ove si svolgevano le prove scritte e consegnati ad alcuni degli esaminandi". 

Bari, esami da avvocato truccati: sgominata presunta 'centrale della truffa'
Secondo gli investigatori coordinati dalla Pm Luciana Silvestris, nello studio dell’avvocato venivano prodotti correttamente i pareri giuridici previsti dalla commissione mentre subito dopo l’ex funzionaria dell’Università - sostiene la Procura - li portava alla Fiera del Levante, sede dell’esame, dove venivano fatti passare all'interno con la complicità di un cancelliere della Corte d’Appello. 
Le indagini approdarono a una prima svolta già nel dicembre del 2014, quando i carabinieri, dopo aver notato comportamenti sospetti da parte dei componenti della commissione e delle funzionarie dell’Università, intervennero sequestrando alcuni elaborati ma anche qualche smartphone sui quali c’erano le fotografie delle tracce. L’inchiesta è andata avanti e si è arricchita di nuovi particolari. Al punto che gli indagati sono diventati diciotto. 
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