Unioni civili, Alfano non prende lezioni e sceglie Marchini. Anche Galantino?

15 febbraio 2016 ore 10:20, Americo Mascarucci

Il Nuovo centrodestra sta sferrando in queste ore una forte offensiva contro il Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili forse alla riconquista del voto cattolico in previsione delle prossime amministrative.
Mentre nell'aula del Senato la discussione sulle unioni civili sta entrando nel vivo è partito l'assalto alla stepchild adoption. I centristi continuano a chiedere lo stralcio della norma che consente ad un gay di poter adottare il figlio biologico del proprio compagno.
"L'argomento - ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin dalle colonne del Corriere della sera - va affrontato in un'altra legge. La mia idea è di affrontare con serenità il problema dell'utero in affitto in un testo a parte che riveda la legge sulle adozioni per tutti, parlo di coppie etero e omosessuali. C'è da mettere le mani sulla legge delle adozioni e cominciare a capire, per esempio, perché le liste di attesa per adottare i bambini sono così lunghe". 
Il leader Ncd e ministro dell'Interno Angelino Alfano ha rincarato la dose invitando i cattolici del Pd e del Movimento 5Stelle a far saltare la norma.
"Spero - ha detto Alfano a 'In mezz'ora' - che i Cattodem abbiano il coraggio di votare no alla stepchild adoption e che lo facciano anche numerosi grillini in modo tale che la stepchild salti. Poi, se fossi il leader del Pd io la stralcerei". 

Nel Pd intanto è maretta. L'ala cattolica si scaglia contro l'emendamento canguro di Andrea Marcucci e altri e propone lo spacchettamento dell'emendamento sulle adozioni in due parti, una sui diritti e una sulla stepchild. La partita insomma è apertissima e gli spazi per una mediazione all'interno del Pd si fanno sempre più stretti
In Senato i numeri rendono incerte le votazioni sugli emendamenti al ddl Cirinna' e soprattutto sulla stepchild.  Il Pd ha 112 senatori, che si riducono però a 111 visto che il presidente Pietro Grasso non vota. 
Di questi circa 25 sono cattolici, dunque contrari alla stepchild adoption, ai quali però si aggiungono anche parlamentari laici, cinque sei circa. Al Pd quindi potrebbero mancare circa 30 voti.
Il Movimento 5Stelle ha 35 senatori ma soltanto una trentina sarebbero sicuri di votare la norma sulla stepchild. Sicuri i voti dei sei parlamentari di Sel, e di altri 14 senatori oggi nel gruppo Misto usciti in precedenza da M5s, Pd e Sinistra ecologia e libertà. Dovrebbero votare a favore anche i 19 senatori vicini a Denis Verdini.
Frastagliato invece il gruppo dei 19 senatori delle Autonomie: ci sono parlamentari di matrice cattolica, come i 6 della Svp, di Uv e del Patt, o i due ex Sc, ma ci sono anche i laici come due ex M5s che dovrebbero votare la stepchild adoption, così come i due socialisti e due senatori eletti all'estero. Tra i banchi delle autonomie siedono poi i senatori a vita Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Carlo Azeglio Ciampi, Giorgio Napolitano. E resta un'incognita anche il voto sulla stepchild di Mario Monti che siede nel gruppo Misto. Sul fronte del no si schiera tutto il gruppo di Ap (32 senatori fra Ncd e Udc), i Conservatori e Riformisti di Raffaele Fitto (9), la Lega (12), 35 senatori di Forza Italia, 15 senatori del Gal e 3 senatrici ex leghiste oggi con Flavio Tosi. 
Insomma i numeri sono quasi alla pari e basta uno sgambetto in più per far crollare il castello.

Intanto sul fronte delle amministrative da registrare che Ncd sosterrà la candidatura dell’imprenditore Alfio Marchini a Roma. 
Lo ha detto lo stesso Alfano, alla trasmissione dell'Annunziata. "Abbiamo sempre visto con favore la candidatura di Alfio Marchini. Ci riuniremo nei prossimi giorni, ma credo che sosterremo un candidato come Marchini: non lo facciamo in una logica di partito ma in una logica civica. Per come è stata amministrata Roma in questi anni - ha aggiunto . è meglio andare su un civico che con il blocco dei partiti".
E secondo voci non confermate, anche il segretario generale della Cei Nunzio Galantino starebbe lavorando in favore dell'imprenditore insieme a vasti settori dell'associazionismo cattolico romano. Sarà d'accordo il cardinale Bagnasco? 

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