Reversibilità delle pensioni, quali aiuti alle famiglie "tradizionali"? Polemiche e scandalo

15 febbraio 2016 ore 11:13, Luca Lippi
Facciamo un volo radente sulle pensioni di reversibilità per chiarire bene i termini e le idee al lettore che potrà seguire con maggiore consapevolezza il dibattito che ne seguirà inevitabilmente nei prossimi giorni.
Durante questa settimana in Commissione lavoro alla Camera approderà il disegno di legge che intende legare il reddito famigliare agli assegni di reversibilità. Ovviamente la polemica è già nella pancia delle esigue linee dell’opposizione. Secondo il ddl, infatti, le reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali: in pratica l’accesso alla pensione di reversibilità sarà legato all’Isee e quindi al reddito familiare, andando a ridurre inevitabilmente il numero delle persone che continueranno a veder garantito questo diritto.

Reversibilità delle pensioni, quali aiuti alle famiglie 'tradizionali'? Polemiche e scandalo
Tagliamo la testa al toro e facciamo subito un esempio per chiarire:
Come è ora la reversibilità? Oggi dipende dal reddito individuale, la pensione di reversibilità dovuta ai vedovi/e con o senza figli è pari al 60% della pensione del famigliare deceduto se c’è solo il coniuge, pari all’80% se c’è un figlio a carico, e pari a 100% se c’è più di un figlio a carico del superstite. La pensione è tagliata del 25% se è superiore a 1500 euro mensili (tre volte la pensione minima), il taglio sale al 40% se superiore 4 volte la minima e 50% se supera 2500 euro.
Come sarà la reversibilità? In futuro dipenderà dal reddito familiare isee (indicatore della situazione economica equivalente) che tiene conto del reddito e del patrimonio di tutta la famiglia. Modalità tutte da stabilire, ma il timore è che il possesso di una casa di proprietà possa fare superare la soglia oltre la quale scatterà un taglio sostanziale del reddito da reversibilità. È possibile però che il patrimonio sia escluso dal calcolo.

In sintesi, sempre garantendo la correzione del tiro non appena sia più chiaro l’intervento concreto della legge, c’è da capire qual è il senso di continuare a colpire la famiglia tradizionale, mentre è ancora aperto il dibattito sugli eventuali diritti alle famiglie “non tradizionali”, perché non si può ignorare che l’intervento su una questione così delicata sia mettere il dito all’interno di una struttura sociale tradizionale attraverso la rimozione di diritti acquisiti e mai messi in discussione, e se esistono diritti acquisiti per una determinata categoria di persone è giusto che questi esistano anche per tutti gli altri individui! Allo stato delle cose, l’affermazione più lucida al momento è quella del presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: “La previdenza non può essere considerata la mucca da mungere in ogni stagione per risanare i conti dello Stato. La prima cosa da discutere è la flessibilità: i lavoratori più anziani devono poter andare in pensione in modo anticipato per lasciare il posto di lavoro ai giovani”. Studiamo il disegno di legge nel dettaglio per darvene conto in tempo reale.

Intanto ci si aspetta un taglio delle pensioni di reversibilità, vero, sui matrimoni di comodo, e magari una limitazione alla reversibilità delle pensioni dei consiglieri trentini e altoatesini (tanto perché è sempre il Sud che crea buchi!) che pesano circa 90 milioni di euro. Se poi andiamo a scartabellare nelle faccende pensionistiche dell’assemblea regionale Siciliana c’è da mettersi le mani nei capelli. Se per sistemare tutto questo si rende necessario andare a colpire tutti, allora sarebbe bene dare voce all’invocazione del Presidente Damiano.

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