Dimagranti vietati ma sul banco di 11 farmacie e 12 studi medici

15 febbraio 2016 ore 15:16, Marta Moriconi
Il ministro Lorenzin, con appositi decreti adottati da maggio a dicembre 2015, aveva predisposto "i divieti della prescrizione da parte dei medici e l’allestimento ad opera dei farmacisti di preparazioni magistrali contenenti i seguenti principi attivi, utilizzati a scopo dimagrante: fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione, topiramato ed efedrina. Queste sostanze, autorizzate per diverse indicazioni terapeutiche (come trattamento di ansia, depressione, diabete, raffreddore, ipertensione), venivano impropriamente utilizzate e prescritte in preparazioni galeniche a scopo dimagrante, per finalità meramente estetiche”.
Ma si sa, fatta la norma scoperto l'inganno e chissene importa no se i divieti erano stati fatti "tenendo conto delle valutazioni tecnico-scientifiche dell’Agenzia italiana del Farmaco, che ha fatto pervenire al ministero segnalazioni di sospetta reazione avversa della Rete nazionale di Farmacovigilanza". 

Dimagranti vietati ma sul banco di 11 farmacie e 12 studi medici
Ed è così che attraverso controlli capillari nelle farmacie di tutta Italia son spuntati ben 29 trasgressori di farmaci dimagranti vietati ad opera del Comando Carabinieri per la Tutela della salute,
su indicazione del ministro Lorenzin.
Ad essere oggetto dei controlli: 840 farmacie e oltre 75 studi di medici prescrittori. 11 le farmacie e 12 gli studi medici con condotte illecite, 49 invece le violazioni al codice penale, in questo caso parliamo di medicinali guasti e imperfetti. 1.2 kg di di principi attivi vietati "scoperti". Preparazioni che tra l'altro, come fanno sapere dal Dicastero, risultano "sprovviste di foglietto illustrativo a cui il paziente possa fare riferimento per informarsi sulle caratteristiche del prodotto e per le quali la documentazione disponibile sui singoli principi attivi non garantisce la sicurezza degli stessi- concludono- soprattutto quando sono somministrati in associazione tra loro”.
Caduta nel vuoto per 29 trasgressori l'istruttoria dell’Agenzia diretta a fermare la vendita di questi prodotti così a rischio, perché "alcune di tali sostanze hanno un rapporto beneficio-rischio sfavorevole e sono pericolose per i soggetti che ne fanno uso. Il rischio che insorgano reazioni avverse aumenta, poi, in relazione al numero di principi attivi associati nella preparazione”.

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