Mafia dei Nebrodi, 9 fermi: le cosche nel parco aggiravano divieti di Antoci

15 febbraio 2017 ore 14:07, Americo Mascarucci
La Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ha disposto nove fermi a carico di altrettante persone sospettate di appartenere a due clan malavitosi operanti nell'area del parco dei Nebrodi, la cosiddetta “mafia dei pascoli”. I fermi sono stati eseguiti dai Carabinieri del Ros. Fra i fermati ci sarebbero anche i due capi clan.
La Dia ha redatto un’informativa di oltre 100 pagine con la quale accusa i fermati di aver violato il “protocollo Antoci” dal nome del presidente del parco Giuseppe Antoci scampato ad un attentato nel maggio scorso.

Cosa prevede il protocollo Antoci 
Antoci e il prefetto di Messina hanno infatti firmato un protocollo per la legalità che di fatto impedisce alle aziende in odore di mafia di poter accedere e utilizzare i fondi europei per le attività agricole e i pascoli. Nel parco di Nebroidi infatti la mafia avrebbe l’abitudine di affittare  terreni pubblici o privati per pochi euro a ettaro spesso impossessandosene con metodi estorsivi per poi fingere di utilizzarli a pascolo per incassare i contributi europei. Un giro che il presidente Antoci con il protocollo ha deciso di combattere.

Come il protocollo veniva aggirato 
Secondo la Dia però i due clan malavitosi avrebbero trovato la maniera di aggirare i divieti obbligando allevatori e contadini a cedere i terreni di loro proprietà mantenendono l'intestazone per potere così richiedere i contributi per l'agricoltura dell'Unione Europea senza la certificazione antimafia che il protocollo ha reso obbligatoria. 

Le dichiarazioni di Antoci
"Si tratta di  un duro colpo assestato ad importanti famiglie mafiose. Apprendo che tutto questo è collegato agli effetti scaturiti dal Protocollo di Legalità. Sono contendo – dichiara – che il percorso di legalità e sviluppo che stiamo portando avanti continua e che stiamo liberando la Sicilia da un malaffare che durava da anni e che toglieva dignità agli agricoltori ed allevatori onesti. Ringrazio particolarmente i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, i ROS di Catania, e la Compagnia di Santo Stefano di Camastra con un ringraziamento particolare alla DDA di Catania  che continuano a dimostrare impegno, responsabilità e dedizione".
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