Grecia, continua la telenovela tra Varoufakis e Junker

15 giugno 2015, Luca Lippi
Grecia, continua la telenovela tra Varoufakis e Junker
Seguita la telenovela che riguarda la Grecia, le notizie si alternano da mesi ma sono sempre le stesse, noiose, talmente a cadenza regolare che nessuno più presta la giusta attenzione. Ora spieghiamo “chiarissimamente” il problema reale della Grecia e il problema dell’Europa in questo negoziato dove si confrontano due entità che non sono interessate a scambiarsi una sola sillaba, a nessuno interessa realmente dell’altro.

PROBLEMA DELL’EUROPA. In realtà nessuno, se non fosse per gli Stati Uniti, avrebbe già mollato la trattativa, con molta probabilità allungando altri soldi alla Grecia pur di lasciare tutto come sta, e invece deve rispondere signorsì allo zio Sam.
Su tutti i giornali si legge “Wall Street teme Grexit”. Oggi è lunedì e possiamo concederci un sorriso in attesa di notizie degne di questo nome. A Wall Street è quotata una catena di supermercati (Wal Mart) che fattura in un anno il doppio esatto del PIL dell’intera Grecia, per essere precisi Wal Mart fattura esattamente 485 miliardi di dollari mentre la Grecia sommando pubblico e privato, fattura 242,2 miliardi di dollari. Come può la Grecia far tremare tutta Wall Street? È semplice, perche la Grecia non è un microbo rispetto a Wall Street, ma è un vero e proprio Batterio, e i batteri sono contagiosi! S’innescherebbe il famoso domino che non finisce le sue tessere contro i confini dell’UE.

IL PROBLEMA DELLA GRECIA. Anche in questo caso la Grecia nei fatti non ha alcun problema, la spiegazione è semplicissima: avere un debito di 10 mila euro è un problema importante, ma se il debito è di 10 milioni di euro, il problema grosso è del creditore. La Grecia ha un debito di 330 miliardi, in sostanza è nel classico ventre di vacca. E’ la classica situazione in cui il debitore è rilassato e spesso appare sorridente (Varoufakis ne è il prototipo). Ragioniamo: che dovrebbe fare? Lui va avanti a divertirsi, povero lo è già, cosa pretendiamo? Che muoia di fame solo per restituire al massimo un 1% o un 2% del debito? Fare la fame per restituire circa 7 miliardi e rimanere con un debito di 323 miliardi? Cerchiamo di essere seri, e lo diciamo ai “commercialisti da tastiera”, i tecnici lo sanno benissimo da soli.

Il creditore incalza chiedendo di conoscere come sarà saldato il credito, la Grecia risponde che a fronte della scadenza di 27 miliardi o gli prestano nuovi 27 miliardi di euro o non paga nessuna rata. Se non fosse un paradosso, sembrerebbe avanspettacolo allo stato puro. A tutto questo la Grecia aggiunge che l’interesse non deve essere superiore all’1,5% e che la scadenza non sia prima di trent’anni.

Come biasimare il FMI che si è sentito “un tantino preso in giro”? Tuttavia Varoufakis non è sciocco, tutt’altro (non ci stanchiamo mai di ricordarlo) e mette con le spalle al muro, e sempre col sorriso, i 'parrucconi' della Troika ricordando loro che all’epoca dell’entrata nell’Euro tutti sapevano che come truccare i conti di bilancio per entrare sono stati proprio loro a suggerirlo, era il “copia incolla” del procedimento seguito per l’Italia. E’ naturale che Varoufakis “smorza” qualche secondo il sorriso e minaccia la Troika “siete stati proprio voi a dirmi come dovevo truccare i conti, quindi non venite ora a farmi la morale”.

Ecco che allora la Troika si fa "coniglio" e manda avanti Jean Claude Junker, e prega Varoufakis “Dai, sei un politico anche tu, mettiti nei nostri panni, se ti diamo ancora i soldi i nostri elettori non ci votano più perché non vogliono che continuiamo a finanziarti, se non te li diamo i nostri elettori non ci votano più perché abbiamo perso 330 miliardi di euro, come ne usciamo?”. E qui torna il sorriso a Varoufakis che sembra di sentirlo rispondere “Quelli sono fatti vostri, i miei elettori mi hanno votato proprio per questo, sono già pieno di problemi, i vostri ve li dovete risolvere da soli”.

Questa è la situazione reale, un po’ romanzata, ma a favore della “leggibilità” e i personaggi, i luoghi e soprattutto i numeri, sono tutt’altro che casuali.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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