Fertilità, i cromosomi contano: meglio doppio screening per le nascite

15 giugno 2017 ore 22:16, Stefano Ursi
Una coppia su due riesce ad avere un bambino se nell'ambito di una sola biopsia si effettua un test doppio: screening malattie genetiche e difetti cromosomici. Percentuale minima di successo raddoppiata nelle coppie che ricorrono alla fecondazione in vitro. Questi i risultati che emergono da una grande ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction, diffusa dalla Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE). Lo studio è a firma dei ricercatori dell’European Hospital di Roma, che hanno preso in esame delle cellule dallo strato esterno di 1122 blastocisti, in un numero fra cinque e dieci; la fase successiva ha visto l'esecuzione dei due esami di screening, al termine dei quali sono stati trasferiti in utero 218 blastocisti.

Fertilità, i cromosomi contano: meglio doppio screening per le nascite
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I ricercatori spiegano che da questo sono derivate 99 gravidanze e la nascita di 70 bimbi sani. Un tasso che, si legge, è del 49%, doppio rispetto al dato che è fra 22 e 32% relativo alla popolazione generale delle coppie sottoposte a fecondazione in vitro. Un risultato che apre le porte ad una concezione più ampia della valutazione del tema, andando a costruire la prospettiva per percorsi più efficaci. ''I pazienti che hanno il rischio di trasmettere le malattie geneticamente ereditabili alla loro progenie devono fare di una diagnosi genetica preimpianto – spiega il prof. Ermanno Greco, coautore dello studio e direttore del Centro per la Medicina Riproduttiva - quindi va eseguita una biopsia della blastocisti''.

''Crediamo fermamente - prosegue - che in questi casi sia obbligatorio analizzare anche lo stato cromosomico della blastocisti, perché è possibile eseguire entrambe le analisi sul medesimo campione di biopsia, senza eseguire altre procedure pericolose e invasive sull'embrione o sul feto. Questo studio inoltre conferma l’eccellenza della ricerca italiana nonostante le difficoltà, che riscuote il plauso a volte più all’estero che nei confini della penisola''. Sui risultati dello studio interviene anche la dott.ssa Maria Giulia Minasi, direttore del laboratorio presso il Centro per la Medicina Riproduttiva dell’European Hospital: ''316 blastocisti che sembravano sane in realtà avevano numeri anomali di cromosomi. Il risultato finale – spiega la dott.ssa Minasi – sarebbe stato un fallimento dell’impianto, aborti spontanei o bimbi con difetti, ovvero risultati emotivamente devastanti per le coppie''.

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autore / Stefano Ursi
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