Google abusa di posizione dominante? 'Osservati speciali Ue' ricerca e spot su internet

15 luglio 2016 ore 16:38, Vanessa Dal Cero
Il prodotto di punta di Google, ovvero la ricerca generale su internet, è finito di nuovo nella “lente di ingrandimento” della Commissione Europea. L’organo esecutivo dell’Unione ha infatti, come si legge in un comunicato stampa pubblicato ieri sul sito ufficiale, intrapreso nuove iniziative contro Google per possibili violazioni delle norme sulla libera concorrenza. Sono due, in particolare, gli addebiti preliminari inviati a Google e Alphabet (società madre di Google) in esito all’indagine antitrust: Bruxelles contesta al gruppo di Mountain View di abusare della propria posizione dominante favorendo il suo servizio di acquisti comparativi e limitando la capacità di siti internet di terzi di visualizzare i messaggi pubblicitari dei concorrenti di Google. Tutto ciò si aggiunge, pur essendo indipendente, all’indagine antitrust tutt’ora in corso sul sistema operativo Android e su alcune applicazioni mobili di Google.
“Google ha creato tanti di quei prodotti innovativi che ci hanno cambiato la vita” dichiara nel comunicato Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza “ma non può arrogarsi il diritto di negare a altre imprese la possibilità di competere e di innovare”. 
Google, precisa la Commissione, gode di una posizione dominante nei servizi di ricerca generale su internet e nelle inserzioni pubblicitarie sui siti internet di terzi in tutto lo spazio economico europeo, con quote di mercato superiori rispettivamente al 90% e all’80%. Di per sé, il fatto di detenere una posizione dominante non costituisce una violazione del diritto europeo. Tuttavia, l’impresa dominante avrebbe l’obbligo di non abusare del proprio potere limitando la concorrenza, a scapito dei consumatori e dell’innovazione.
In proposito, la Commissione sostiene che Google favorisca sistematicamente i propri prodotti di acquisto comparativo nei risultati delle ricerche generiche; gli utenti potrebbero così non visualizzare necessariamente i risultati più pertinenti rispetto alle loro ricerche. Da Bruxelles ritengono poi che Google limiterebbe la capacità dei concorrenti di inserire pubblicità sui siti internet di terzi tramite, in particolare, la piattaforma “AdSense for Search”. Sotto indagine sono finiti gli accordi stipulati tra Google e i suoi “partner diretti” che prevedono il diritto di esclusiva, il posizionamento privilegiato di una quantità minima di pubblicità Google e il diritto di quest’ultima di autorizzare le pubblicità concorrenti. Si teme che tali pratiche possano avere artificialmente ridotto la scelta dei consumatori e soffocato l’innovazione in un settore molto importante sul piano commerciale.
Google avrà nelle prossime 8/10 settimane la possibilità di rispondere alle contestazioni della Commissione; quest’ultima prenderà la decisione definitiva sulle presunte violazioni delle norme antitrust dell’UE solo dopo che Google e Alphabet avranno esercitato il loro diritto alla difesa.

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