Che fine ha fatto Mietta?

15 luglio 2016 ore 17:00, intelligo
dio Anna Paratore

Chi non la ricorda per le sue canzoni, la ricorderà senz’altro per la sua bellezza da dea mediterranea, un metro e settantaquattro di mora esplosiva, con occhi neri come la notte in cui potresti perderti se li fissi troppo a lungo. Lei è Daniela Miglietta, vero nome di Mietta, cantante e attrice che in anni non troppo lontani ha goduto di enorme fama. Nata a Taranto, classe 1969, segno dello Scorpione, Mietta ha un sorriso che incanta e una voce che rapisce. E, se non bastasse, è anche un’interprete originale e capace. Fin da ragazzina ha la fissa della musica e della recitazione e così, appena possibile, partecipa a un concorso indetto dal Radiocorriere TV e da Fonit Cetra, che cercano una ragazza che sappia cantare e recitare. Mietta vince facile, e si aggiudica un contratto per lo sceneggiato radiofonico “Nasce una stella”, che andrà avanti per ben 240 puntate su Raiuno, ottenendo un ottimo successo di pubblico. Va da sé che la ragazza venga notata per il suo indiscusso talento, e con una canzone di Claudio Mattone partecipa al Festival di Sanremo del 1988. L’anno successivo è di nuovo lì, nella categoria “Nuovi”. Nel frattempo ha conosciuto il cantante e compositore Amedeo Minghi, e lui si è sentito ispirato dalle capacità canore della ragazza. Ha scritto per lei il brano “Canzoni” che Mietta porta su palco e con il quale vince la gara. Riceve anche il Premio della critica “Mia Martini”, e in seguito il Telegatto d’argento come migliore artista emergente del 1989. Non languono nemmeno le vendite, che arrivano a 100mila copie e le fanno aggiudicare il disco d’oro. Dopo quell’exploit la collaborazione tra Mietta e Minghi continua. Con loro inizia a lavorare anche Pasquale Panella, poeta e fautore della fase ermetica di Battisti. Da questa alchimia a tre nascono successi su successi e i dischi di platino si sprecano. Ma non è soltanto il pubblico che sembra adorare Mietta, c’è anche la critica che l’apprezza sempre di più e che continua a premiarla appena possibile. Il 1990 è l’anno del boom. In coppia con Minghi partecipa a Sanremo con il brano “Vattene amore”. Nella miglior tradizione sanremese, la canzone non vince, ma sbanca in tema di vendite, piazzando ben 150.000 copie del singolo, seguite da 550mila copie del primo album della cantante, Canzoni, che si guadagna anche 5 dischi di platino e 2 Telegatti. E non basta. Già nel 1991, di nuovo al Festival con una canzone di Minghi, Dubbi no, Mietta ottiene il disco d’oro. E il suo secondo album, Volano le pagine, vende 220mila copie e si aggiudica 2 dischi di platino. Ormai è considerata la miglior interprete femminile dell’anno, e i più considerati autori fanno a gara per offrirle loro pezzi da interpretare. Lei così può approfittare dell’ottima produzione di gente come Mariella Nava, Mango e Biagio Antonacci, e quanto ormai sia nel cuore degli italiani lo dimostra Canale5 che trasmette per intero un suo concerto registrato a Jesolo. Come tutte le grandi interpreti, però, Mietta si sente in un certo senso ingabbiata all’interno di un certo tipo di musica, mentre vorrebbe evadere, cambiare, sperimentare. Dice “Non canterò mai un pezzo heavy metal, ma ci sono cose che possono tranquillamente navigare insieme, il pop, il soul, il funky, la musica leggera. I migliori dischi dei Beatles sono fatti di cose mischiate e miscelate negli anni.” E aggiunge: “La contaminazione, nella musica, è una cosa che mi piace fare e che farò per tutta la vita.” Infatti si stacca un po’ dai suoi soliti autori e soprattutto da Minghi, e comincia con le sue sperimentazioni che andranno avanti per tutta la fine degli anni ’90 e per i primi anni 2000. Collabora con Nek, I Ragazzi di Via Meda, Gatto Panceri, Scarlett e Danilo Pao. Esce con l’album “Cambia pelle” che indica la sua svolta e che si guadagna un bel disco d’oro. In Inghilterra vince un premio per il miglior video straniero con “Oggi Dani è più felice”. E nel 1996 si toglie la soddisfazione di doppiare il personaggio di Esmeralda nel film d’animazione Disney “Il Gobbo di Notre Dame”. Nello stesso anno insieme a Natalia Estrada compare come attrice nel video "Menta e Rosmarino" di Zucchero. Nel 1997 esordisce come attrice ne "La piovra 8 - lo scandalo" di Giacomo Battiato. Nel 1998 l'album "La mia anima", pezzo Black-Music, ottiene il disco d'oro. "Angeli noi", cover di "We all need Love" di Dominique Troiano, rimane nella zona alta della hit parade radiofonica per mesi. Nel disco oltre alle cover di Donna Summer e Anita Baker, anche l'inedito "Un uomo per cui ucciderei" scritta da Fish e Tormento. Nel 2000 Mietta pubblica la sua prima raccolta di successi, "Tutto o niente" (disco di platino) contenente anche "Fare l'amore" di Mango presentata al Festival di Sanremo e "Ancora insieme a te", cover degli Shalamar, che presenta al Festivalbar. Nel 2001 recita nel film per la TV "Donne di mafia" di Giuseppe Ferrara. Continua così ancora per qualche anno, ottenendo sempre successo personale, sebbene non in modo eclatante come negli anni ’90. Poi, dopo il 2008, Mietta sembra impegnarsi meno nel suo lavoro. Partecipa a qualche evento pubblico come ad esempio Amiche per l’Abruzzo, il concerto a favore di terremotati dell’Aquila, ma la sua presenza è abbastanza aleatoria, fatta magari di un disco, di alcune collaborazioni, da poche serate e niente di più. Forse anche perché in quei tempi la sua vita privata ha avuto una svolta importante. Dopo una lunga relazione sentimentale con l’attore Brando Giorgi, Mietta conosce e si innamora del chitarrista Daniele Tagliapietra, figlio dell’ex voce de Le Orme, Aldo Tagliapietra. Dalla relazione, il 23 settembre del 2010, Mietta diventa mamma di Francesco Ian, che a quel punto sembra saturare tutto il suo tempo. La cantante ricomincia ad intensificare le sue apparizioni dal 2015 in poi. Ora, è tornata anche alla recitazione, nel film Ciao Brother di Nicola Barnaba, e come cantautrice con i due inediti della relativa colonna sonora, Another dream e Non sei solo. Da più di 2 anni, poi, Mietta ha dato il via a 2 tour paralleli d’alto livello, che registrano il tutto esaurito e che si trasformeranno in dischi imperdibili: da un lato vi è il jazz con il pianista genovese Dado Moroni, dall’altro il latin jazz con il gruppo bolognese Marea. Ora, dice Mietta, che non ha perso la sua smania di sperimentazioni artistiche, il suo sogno è di cantare Vasco Rossi. Magari una rivisitazione di “Io no”, o qualsiasi altra cosa possa venirle in mente. 

E non abbiamo dubbi che ci riuscirà. In bocca al lupo e ben tornata.
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...