Post uragano e alluvioni, le Meteo-password della settimana

15 settembre 2017 ore 11:05, Paolo Pivetti
Da “Piove, governo ladro!” in poi, anche il meteo si è trasformato in luogo di scontro politico. Ma quando e dove è nata la buffa espressione? Le ipotesi sull’origine sono tante. La prima, e forse più credibile, ne fa una semplice battuta, consapevolmente autoironica, di autore anonimo: uno politicamente insoddisfatto, di quelli che tendono ad attribuire ogni colpa dei mali che accadono al governo. Poi ci sono le ipotesi “storiche”. Chi la fa risalire al Granducato di Toscana, dove la tassa sul sale veniva misurata preferibilmente in giornate piovose, quando l’umidità faceva naturalmente aumentare il peso del sale. 

Più verosimile la spiegazione di Alfredo Panzini che la collega a una vignetta satirica pubblicata nel 1861, subito dopo l’Unità d’Italia, dal “Pasquino”. Una dimostrazione dei mazziniani, partito d’opposizione, a Torino fallisce a causa di un forte temporale. Nella vignetta si vedono tre sparuti mazziniani, gli unici tre nella piazza deserta e piovosa, e la didascalia, interpretando il loro pensiero, dice: “Governo ladro, piove!” 
Oggi, ben più drammaticamente, di fronte a disastri e vittime causati da un maltempo implacabile, la polemica politica si scatena sulle sfumature di colore (rosso? arancione?) dell’allerta meteo, responsabilità di questa o quell’autorità. 

Post uragano e alluvioni, le Meteo-password della settimana
Le cronache di questi giorni, poi, sono state inondate dall’uragano Irma. E qui dobbiamo risalire agli indigeni Aruachi
che già vivevano nel Mar dei Caraibi all’arrivo di Colombo e che attribuivano la furia del terribile vento allo scatenarsi dell’irascibile dio Hurakan. (Tra parentesi, Mar dei Caràibi o dei Caraìbi? Caraìbi rispetterebbe più correttamente il nome originale Karìbi, ma ormai le agenzie di viaggio hanno imposto Caràibi.)
Gli indigeni Aruaki non avevano ancora scoperto l’andamento circolare dello spaventoso vento, che fu invece individuato qualche secolo dopo dagli scienziati della meteorologia, da cui l’altro nome di ciclòne, dall’antico greco kyklos che significa cerchio.
In latitudini asiatiche i venti da Giudizio Universale hanno nomi diversi: nell’estremo Est abbiamo il T’ai fung, in cinese vento (fung) di Taiwan (T’ai), divenuto in arabo Tufàn e in fine da noi Tifone. Dalle parti dei Tropici, il vento stagionale che d’inverno soffia dal continente verso l’oceano e d’estate inverte la propria direzione dall’oceano verso il continente, deriva il suo nome, cioè Monsone, da mausìm che in arabo significa stagione, diventato in spagnolo monzon, da cui appunto il nostro Monsone.
Molti gli spunti che ci vengono dal cattivo tempo, non dimenticando che meteo è l’abbreviazione di meteorologico, non “metereologico” come ci capita spesso di sentire. Non metereologia dunque, ma meteorologia: perché dal greco metèora, nome che sta ad indicare ciò che “si solleva nell’aria”.  


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autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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